Questa sera sono a Bologna al Centro Civico Lame in via Marco Polo 51 dalle 20:30 in poi. Sarò ospite degli amici dell’Associazione Culturale Zoè.
Se ancora non avete visto un tTalk e la cosa vi interessa è una buona occasione per farsi un’idea complessiva della Transizione e dei suoi annessi e connessi…
Un nuovo documentario sul petrolio, sul picco e su quello che ci gira attorno già sottotitolato in italiano e visibile gratuitamente su youtube. È suddiviso in 6 segmenti, ecco il primo:
La cosa divertente del percorso di Transizione è l’infinita serie di novità concettuali a cui ci si trova esposti ogni giorno. Vogli segnalarvi quindi questo articolo di Ugo Bardi su concetto di EROWI (Energy Return of Water Invested), che io non avevo ancora mai incontrato (e se lo avevo incontrato ero distratto).
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Date un’occhiata anche a questo silos automatico per biciclette di cui ci racconta il Guardian, l’articolo è in inglese ma il filmato non necessita di molte spiegazioni.
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Nicola poi ha scovato questo nuovo manuale di seedsaving on-line che pare sarà tra presto anche localizzato in italiano. Nello stesso sito anche parecchi filmati e risorse varie.
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Naresh Giangrande si è fatto un bel training tour in Svezia e ce lo racconta in questo post ospite sul blog di Rob Hopkins, a me via mail ha raccontato anche che davvero le reazioni emotive degli svedesi sono state piuttosto impressionanti. C’è da dire che da quelle parti, saranno pochi, avranno un clima orribile, ma sono sempre avanti a noi 20 anni, mannaggia…
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Concludo dicendo che mentre le borse continuano a giocare con il fuoco, ieri sera ero invitato dal gruppo di maggioranza del Comune di Monteveglio a fare una specie di tTalk privato e l’accoglienza è stata ottima, così i propositi per il futuro. Sono molto contento. Tra le altre cose ho mostrato loro la pagina ipnotica di Worldometers che ogni tanto va proprio visitata, tanto per ricordarsi come vanno le cose. Come osserva giustamente Nicola, il dato sull’erosione dei terreni è semplicemente terrorizzante, non si riesce a distogliere lo sguardo.
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Curiosità, gli obesi nel mondo rimangono saldamente di più dei malnutriti, dopo averci pensato un po’ per ricavarne qualche saggia deduzione ho deciso che non so che deduzione ricavarne, quindi mi astengo, se voi avete delle idee in merito…
È stato il mio primo Transition Training nel ruolo di facilitatore e come immaginavo l’esperienza è ancora più intensa rispetto a quella di semplice partecipante. Come mi spiegava Naresh quando è venuto in Italia a fare il primo, ci vogliono giorni per riprendersi, dalla stanchezza, dal carico emozionale, ma si sente qualcosa di buono nella pancia.
È così, ho appena sentito Ellen e anche lei si sente stanca ma soddisfatta. Questa è un’altra di quelle occasioni in cui è facile pensare che con tutta la meravigliosa energia, con la straordinaria ricchezza che le persone portano dentro si potrebbero veramente fare cose incredibili, andare molto oltre ogni più fervida immaginazione.
Questa mattina ho scambiato anche un paio di email con Naresh per raccontargli com’è andata. Naresh e Sophy hanno creato questo training e lo hanno condotto ormai innumerevoli volte in cinque diversi continenti. La cosa davvero importante da notare è che, a parte le ovvie differenze culturali, gli elementi di base e le reazioni emotive solo le stesse in tutto il mondo industrializzato.
Questo è una specie di indicatore dell’omologazione della nostra sofferenza interiore, qualcosa che evidentemente condividiamo con tutti quelli che abitano il sistema dell’economia della crescita.
È così evidente, almeno a me, che questo tipo di ricchezza e di energia sta dentro la maggior parte delle persone. Basta creare lo spazio necessario a farla uscire. È questo che dovrebbe fare il processo di transizione, creare questo tipo di spazio e metterlo a disposizione di tutti. Tutto qui, non serve altro, il resto verrà da solo e sarà proprio quello che serviva.
Credo che fosse Paperino a esprimersi così dopo una fatica intensa e oggi è stata una giornata davvero al limite, passata a preparare il tTraining di questo week end, funamboleggiando tra bambini da portare a scuola, famiglia mezza malata, pezzetti di lavoro, scampoli di tentate relazioni sociali telefoniche (Daniele F. perdonami) e molto altro ben confuso.
Insomma, puf puf pant pant è l’unica cosa che mi è venuta in mente quando mi sono seduto davanti al monitor per buttar giù qualcosa per il blog…
OST
Vorrei dare notizia di alcune attività in corso che possono interessare tutti i transizionisti (e non solo). Il nostro amico Gerardo de Luzemberger e la Scuola Superiore di Facilitazione organizzano un corso di Open Space Technology a Milano dal 28 al 30 gennaio 2010 (info). Come probabilmente chi mi legge ormai sa bene, questa metodologia di progettazione partecipata è uno degli strumenti più usati nell’ambito delle iniziative di Transizione e questa è un’occasione per scoprirne le potenzialità e imparare a facilitare questo tipo di processo. Chi volesse approfittarne prenda nota.
RIZOMI Nicola Savio si sta invece lanciando in una nuova entusiasmante avventura di agricoltura urbana in quel di Torino. È il progetto RIZOMI che si prefigge di spargere orti e particelle agricole sui balconi, nei cortiletti, nelle aiuole e ovunque ci sia abbastanza spazio colonizzabile da piante edibili. Chiunque volesse buttarsi nella mischia e trasformarsi in ortolano urbano può saltare a bordo scrivento a: progettorizomi@gmail.com
Questa è una sintesi dell’intervento tenuto da Ugo Bardi al convegno «La sostenibilità nel vivere, abitare, produrre e consumare» tenuto a Lucca il 24 Ottobre 2009. Non è una trascrizione, ma una versione scritta a memoria che cerca di mantenere le caratteristiche di un intervento parlato.
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Buongiorno a tutti, cercherò di essere molto breve per lasciare spazio ai nostri ospiti che vengono da Bruxelles; per cui mi limiterò a qualche considerazione generale su come la sostenibilità è correlata alle risorse naturali; in particolare alle risorse minerali, ma non solo.
Oggi rappresento qui l’associazione “ASPO”, associazione per lo studio del picco del petrolio. E’ un’associazione di ricercatori e scienzati che ha cominciato studiando più che altro l’esaurimento del petrolio e degli altri combustibili fossili, gas naturale e carbone; principalmente. Col tempo, ci siamo accorti che le stesse tendenze e gli stessi modelli sono validi per tutte le risorse naturali, sia rinnovabili che non rinnovabili. E ci siamo accorti che ovunque c’è un problema di esaurimento.
Paradossalmente è più facile incontrare “anime affini” nel mondo virtuale che in quello reale. Questo è un fattore che ostacola molto il lavoro di Transizione, in particolar modo nelle grandi città (ma non solo). Ecco uno strumento che potrebbe aiutare parecchio e che spero comincerete tutti a usare al più presto.
È bellissimo quando qualcuno cospira per farci del bene (non so se avete mai sentito parlare di pronoia), in ogni caso Rob pensa che questo spezzone da TED dovrebbe diventare obbligatorio nei Transition Training e, come quasi sempre, mi sa che ha ragione.