Buon Peak Oil Day a tutti

Luglio 11, 2009 by Cristiano

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Il nostro amico Richard Heinberg del Post Carbon Institute ha lanciato una petizione per dichiarare l’11 luglio come Peak Oil Day (Giornata del Picco del Petrolio).

Lo scorso anno, in quel giorno, il costo del petrolio è arrivato a 147,27 dollari al barile e la produzione ha raggiunto in quel periodo il massimo storico (74,8 milioni di barili al giorno) per poi cominciare a calare (una tendenza che sembra ormai destinata a non invertirsi).

Se volete aderire alla petizione fatelo cliccando qui. Può essere uno dei tanti modi per portare alla luce il problema. Confesso che la cosa non mi entusiasma particolarmente e non credo che i media si offriranno di dare copertura a questa iniziativa, ma a firmare ci si mette due minuti, quindi perché no…

Permacultura, ecovillaggi e dintorni

Luglio 10, 2009 by Cristiano

Rilancio più che volentieri quanto ricevuto da Marilia Zappalà dell’Associazione Basilico (nostra maestra di orti sinergici e non solo). Prendete nota:

Buongiorno a tutti!

Vi ricordiamo le occasioni di incontro e formazione che proporremo nei prossimi giorni a Corricelli, Ecovillaggio Basilico, e che potete trovare in dettaglio sul sito www.associazionebasilico.it nella sezione EVENTI:

- dal 30 luglio al 6 agosto il corso “Ecovillaggio dal vivo” : sono aperte le iscrizioni ancora fino al 15 luglio, chi è interessato può contattare Anja 3334360261 o Marilia 3339821475

- per tutta l’estate: continuano le settimane aperte ai volontari per condividere con i membri dell’Ecovillaggio Basilico a Corricelli vita e lavoro in gruppo

- dal 16 al 22 luglio e dal 19 al 25 agosto, sempre nell’ambito delle “settimane aperte” una proposta dedicata ai bambini fra i 5 e i 9 anni, a cui verranno offerte delle attività di gioco e di scoperte nel bosco, curate da due educatori, per dar modo ai genitori di partecipare più liberamente al lavoro in gruppo, e ai bambini di sperimentare nuove avventure

PER INFORMAZIONI: MARILIA 3334360261, ANJA 3339821475

alcune iniziative organizzate nell’ambito della nostra rete:

-  dal 24 al 26 luglio Essere Comunità, XIII meeting nazionale degli Ecovillaggi

tre giorni di incontri, laboratori e festa, dedicati a tutti coloro che già vivono o che sono interessati, alla vita comunitaria (tutto il programma sulla “mappaecovillaggi” di AAM Terranuova)

- il 1° agosto presso il progetto RAYS a Gerfalco (GR), una giornata di Introduzione alla Permacultura, condotta da Fabio Pinzi, come anticipazione del corso di 72 ore che si terrà fra settembre e ottobre 2009; per informazioni: Nero 3347983903, famiglia.rays@gmail.com

- dal 25 al 27 settembre “La natura ci salverà”,  un seminario di due giorni con Francois Couplan per imparare a riconoscere le erbe selvatiche commestibili, ospitato presso l’Ecovillaggio Basilico a Corricelli e organizzato da Clara e Yann-Vai 393 3158706

Il risveglio dei media: National Geographic

Luglio 9, 2009 by Cristiano

Lo so, avevo fatto un post ottimista e subito seguo con altri due che lo sono molto meno, ma che ci devo fare, le cose stanno così e poi ormai anche i grandi media cominciano a svegliarsi e le notizie importanti circolano meglio (comunque è tutta colpa di Debora).

Joel Buorne firma questo articolo (in inglese) del National Geographic dal titolo fin troppo esplicito “The Global Food Crisis” (La crisi alimentare globale) e dal sottotitolo quasi poetico “The End of Plenty” (La fine dell’abbondanza).

C’è poco da fare, c’è un problema con il cibo. Si sta già manifestando in aree “lontane”, ma potrebbe cominciare ad affliggere anche il mondo ricco in tempi brevi, addirittura brevissimi, se si generassero condizioni particolarmente sfortunate (ricordate quanto successo ai prezzi degli alimentari la scorsa estate con il petrolio a 147 dollari).

Serve un nuovo modello di agricoltura, serve ora, perché metterlo in pratica richiederà tempo e non è un caso che Transition Italia si stia impegnando tanto per tradurre documenti che aiutino gli agricoltori e i politici a pensare a una transizione per questo settore.

Possiamo dirlo, questi sono tempi straordinari, sta a noi riuscire a sfruttarne tutto il potenziale positivo.

A corto di gas

Luglio 8, 2009 by Cristiano
Immagine ANSA

Immagine ANSA

Sono alcuni mesi che vado dicendo ad amici e conoscenti che il prossimo inverno potremmo avere sorprese con le forniture di metano e che forse bisognerebbe pensare in fretta a soluzioni alternative (ecco perché ho fretta di installare il solare termico). So che qualcuno leggendo queste righe sta già ridendo e mandandomi dei benevoli accidenti… (ne ho già ricevuti anche via Skype).

Sì perché a qualcuno ho detto che forse avremmo dovuto comprare qualche stufa a pellets, anzi a tronchetti di legno che se qualcosa va male i pellets sul mercato non li trovi più… insomma, cose così.

Anche le persone più vicine in genere sorridono con quello sguardo un po’ compassionevole con cui si guardano quelli che “stanno esagerando”. E io mi rassereno un po’ pensando che forse, in effetti, sto esagerando e frequentando troppo Ugo Bardi e gli aspisti.

Il fatto è che non riesco a togliermi dalla mente il momento in cui, durante l’inverno scorso, in piena crisi del gas Ucraino, un ministro della Repubblica tranquillizzava gli italiani dicendo: “È tutto sotto controllo, abbiamo scorte per una settimana”. Una settimana? Sette giorni? E poi?

E oggi arriva una bella doccia fredda e niente di meno che dalla UE:

“In the light of the uncertain gas storage situation in Ukraine, the commission in particular recommended the member states to be better prepared for the coming winter period and to fill their gas storage facilities from all possible available sources.”

“Alla luce dell’incerta situazione gas in Ucraina, la commissione Europea sollecita gli Stati membri a prepararsi per l’inverno prossimo e a riempire le riserve di gas da tutte le fonti possibili”

Articolo completo del Telegraph

Son quei momenti in cui scopri che a essere paranoici si fa peccato, ma che se le paranoie sono basate su dati abbastanza precisi, spesso ci si azzecca (non che sia una gran consolazione).

Per fortuna mi dicono che le riserve italiane ora sono strapiene (ma son notizie di corridoio). Una cosa è certa, c’è davvero un gran bisogno di Transizione, non si può assolutamente continuare a contare su risorse lontane, non rinnovabili e totalmente fuori dal nostro controllo.

Vado a costruire un termocamino in salotto e a piantare alberi, voi fate come volete…

Un aquilone ci salverà?

Luglio 7, 2009 by Cristiano

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Una delle cose di cui si è parlato spesso ad Alcatraz durante il convegno informale di ASPO è della interessante prospettiva che il Kite Gen rappresenta per le energie rinnovabili.

È un progetto italiano in fase di sperimentazione abbastanza avanzata e la cosa incredibile è che pare proprio aver mantenuto fino a qui le sue promesse. Leggero, poco invasivo ed estremamente produttivo, il Kite Gen sfrutta i venti di alta quota con un meccanismo semplice e ingegnoso.

Si tratta in fatti di un aquilone (kite) che si comporta come una specie di enorme yoyo srotolando una bobina di cavo e producendo in questo modo una grande quantità di energia con un rendimento molto superiore agli impianti eolici “torre & pale” che stiamo impiegando attualmente (vedi filmato qui sotto).

Abbiamo quindi trovato un modo per avere disponibili grandi quantità di energia elettrica rinnovabile con una produzione quasi costante? Forse sì, e se così fosse ci sono tutte le ragioni per celebrare.

Se questa e altre tecnologie potessero essere sviluppate a dovere (e qui si aprono le incognite legate ai finanziamenti e alle pressioni di chi non le vuole), avremmo finalmente a disposizione l’energia che serve a costruire un nuovo modello di mondo. Ma attenzione, NON POTREMMO COMUNQUE CONSERVARE QUELLO ATTUALE.

Il rischio, paradossalmente, sta proprio qui. L’affacciarsi di nuove tecnologie di questo genere può far pensare che quindi tutto può continuare come sempre, mentre è vero esattamente il contrario. Proprio perché possiamo ancora farcela e trovare soluzioni intelligenti e sostenibili, dobbiamo predisporre il sistema per adattarlo a un futuro basato su energie e risorse rinnovabili.

È quindi una notizia bellissima, purché sia accompagnata da quel processo di transizione che serve convertire l’attuale follia in qualcosa di sensato ed equilibrato. Se ci muoviamo in fretta e se queste sperimentazioni arrivano alla fase di produzione potremmo veramente evitare il baratro della deprivazione energetica e trovarci un un mondo più sano, pulito, equo, sensato e felice.

Beh, dai, oggi mi sento allegro…

Parlano del Kite Gen anche Petrolio, Nuove Tecnologie Energetiche, Crisis, Futuro Prossimo, Terranauta, e TOD.

Andate in vacanza a Totnes

Luglio 6, 2009 by Cristiano

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Avete tempo fino al 15 luglio per prenotare il vostro viaggio nel cuore pulsante della Transizione. Come e perché lo potete leggere qui.

Io, Aspo e la Transizione

Luglio 4, 2009 by Cristiano

Ugo Bardi è la prima persona che ho cercato quando ho scoperto che il mondo aveva qualche problema con il petrolio. Ci siamo conosciuti prima del Picco, proprio ad Alcatraz dove lo avevo invitato al primo incontro che ho organizzato sul tema delle Città di Transizione.

A Ugo il posto è piacuto e così lo scorso week end ha organizzato proprio lì un incontro informale di aspisti. Io mi sono subito infiltrato per andare a vedere che aria tira nel loro ambiente ora che il Picco del Petrolio sembra definitivamente alle spalle.

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Alla fine sono convenuti sulle colline di Gubbio 50 peakoilers provenienti da mezzo mondo e hanno passato tutto il tempo chiusi nella sala didattica a parlare di petrolio, energia, risorse, dimostrando una passione e una dedizione davvero impressionanti.

Io ho seguito i lavori solo parzialmente, devo confessare di essermi perso in divertenti conversazioni fiume con Jacopo, e quindi non posso darvi un resoconto completo. Mi limito a evidenziare due cose che mi hanno colpito molto.

I LIMITI DELLO SVILUPPO

Se mai ce ne fosse bisogno, questa è stata un’ulteriore occasione di addentrarsi nella cruda realtà dei limiti dello sviluppo. Sono rimasto abbastanza impressionato dalla presentazione di  André Diederen (TNO Olanda) che ha elaborato molti dati sull’attuale e futura capacità di rifornire il “sistema” di metalli e minerali (potete leggere qui in inglese parte del suo lavoro).

I dati anche in questo caso fanno pensare, con un ritmo di crescita del 2% (in realtà anche ora che siamo in crisi nera cresciamo più velocemente), la maggior parte dei minerali e dei metalli fondamentali a far funzionare il mondo industrializzato saranno esauriti o non più estraibili (perché i costi di estrazione diverranno proibitivi) entro pochi anni.

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In più è prevedibile un circuito retroattivo che farà sì che più l’energia diventa scarsa e preziosa più diviene difficile estrarre le materie prime. E meno materie prime sono disponibili più diventa difficile la produzione dell’energia (anche di quella rinnovabile).

Insomma, da qualunque angolo si guardi questo nostro modo, ci si accorge che siamo messi davvero abbiamo problemi immensi da risolvere.

I DUBBI DELL’IMPERATORE

Ugo invece ha fatto un bell’intervento sulla caduta dell’Impero Romano concludendolo con una domanda provocatoria ed efficace. Al momento del crollo l’Imperatore non aveva consapevolezza di quello che stava per succedere (così si deduce dai documenti del tempo), ma se fossimo stati là e avessimo potuto avvertirlo e suggerirgli qualcosa, cosa gli avremmo detto?

Io sono stato molto felice di questo approccio, perché mi sembrava un vero passo avanti, uno scatto strategico nella logica di visione che Ugo stava proponendo. L’ho letto come un “abbiamo passato anni a dire che arrivava la bufera, ora la bufera è qui, dobbiamo aiutare a ridurre i danni, a trovare una via d’uscita, tiriamo fuori le idee”. In realtà non so se questa fosse la sua intenzione, ma io l’ho letta in questo modo.

Eppure è successa una cosa strana. Ognuno nella platea ha buttato là la sua soluzione poco convinta e dopo poco si è accesa una appassionata discussione per decidere se l’Impero Romano fosse un modello adatto da prendere in considerazione, se fosse veramente equiparabile alla situazione attuale, se si potessero considerare i parametri in modo adeguato…

Come osservatore esterno mi aspettavo qualcosa di diverso, ma forse è giusto così, forse questa è la loro vocazione analitica, non so.

COMUNQUE UN BELL’INCONTRO

In ogni caso è stata una bella occasione per conoscere persone davvero interessanti e allacciare nuovi contatti. Ho fatto una videointervista a Tufic El Asmar sul suo progetto RAMSES, conosciuto Andrea Fanelli e molti altri aspisti.

JACOPO E LA CASA ARCOBALENO

Ne ho approfittato anche per girare un microdocumentario sulla casa “ecologica” che Jacopo sta costruendo, appena ho un attimo (lo so lo dico sempre poi non lo faccio mai), cerco di montare il video e di metterlo on line.

Grazie a Jacopo dell’ospitalità e a tutti quelli che ho conosciuto (e a Ugo che mi ha premesso di fare l’infiltrato).

Transizione? Fatti coinvolgere

Giugno 29, 2009 by Cristiano

Stiamo crescendo e cominciamo ad avere bisogno di risorse, soprattutto umane.
In particolare continuano a servirci:

TRADUTTORI DALL’INGLESE ALL’ITALIANO

La quantità di materiale ancora da tradurre è davvero grande, stiamo già facendo tanto ma è solo una piccola porzione di quello che si potrebbe fare. Abbiamo un gap informativo da colmare rispetto ai paesi anglosassoni davvero enorme. Inoltre all’estero stanno producendo sempre più materiale divulgativo e sempre più interessante (mano a mano che temi e movimento diventano mainstream).

Contatto: Dario Tamburrano

MONTATORI E SOTTOTITOLATORI DI VIDEO

Spesso il lavoro di traduzione è relativo a materiale video. Dopo il lavoro sul testo occorre quindi lavorare sul filmato per inserire i sottotitoli. Se sei in grado di farlo abbiamo bisogno di te. Allo stesso modo, spesso abbiamo filmati da montare e poi diffondere (su YouTube e similia).

Contatto: Dario Tamburrano

CASA DI PRODUZIONE AUDIO VIDEO

Se ci fosse qualcuno là fuori che ha i mezzi che servono e ha voglia di lavorare gratis (ok lo so che è improbabile) si manifesti. Soprattutto se è in grado di prendere un DVD prodotto all’estero e rilasciato con licenza cc e doppiarlo (con doppiatore altrettanto gratuito) in italiano in modo decoroso (lo script della traduzione lo forniamo noi).

Potremmo avere ogni tanto anche qualche attività di questo tipo che dispone dei fondi necessari a fare la cosa in modo quasi professionale.

Contatto: Cristiano Bottone

RESPONSABILE IT (E DI TUTTO CIò CHE HA UNA SPINA)

In principio il mitico Marco Brambilla ci ha dato una grossa mano, ma ora è un uomo sparso per il mondo e dobbiamo cercare un sostituto. Se indossi il web come le mutande, traffichi almeno 15 ore al giorno con server di ogni tipo e conosci i 35 più diffusi linguaggi di programmazione, se sai installare WordPress mentre fai le parole crociate (ma anche molto meno di tutto questo), beh è il tuo momento di entrare nella storia. Fatti vivo. C’è anche un’ambiziosissimo programma internazionale in fase di sviluppo che attende un partecipante italiano che capisca quello che si stanno dicendo tutti gli altri partecipanti internazionali.

Contatto: Cristiano Bottone


The “Home” project

Giugno 26, 2009 by Cristiano

Motore del progetto è il fotografo e giornalista ambientale Yann Arhu’s-Bertrand e il film è visibile su YouTube (non so se lo sarà a tempo indeterminato).

I contorni del progetto e gli sponsor sono forse discutibili, ma ora che ho avuto il tempo di guardarlo con calma, credo che il film possa rappresentare un utile materiale divulgativo (certo che se lo avessero fatto anche in italiano almeno per una volta porca… invece no Inglese, Francese, Tedesco e Spagnolo).

Il finale magari è un po’ possibilista verso scenari anch’essi discutibili, ma l’opera ha un suo impatto apprezzabile. La scelta stilistica delle riprese aeree acquisisce nel corso del racconto una sua efficacia crescente, fornendo a chi guarda la distanza necessaria a mantenere uno sguardo critico e razionale e lo spazio mentale per elaborare il messaggio.

Insomma bello e significativo anche sotto un profilo artistico (questo aggiunge qualcosa), con l’audio in italiano sarebbe un bello strumento per la crescita della consapevolezza nelle comunità.

Suggerisco di inserire due o trecento commenti nella pagina di YouTube chiedendo una versione in italiano ;-) se vi va, passate parola…

Cos’è la Transizione?

Giugno 26, 2009 by Cristiano

Alcatrz

Prima di partire per Alcatraz, dove sarò timido ospite della congrega degli ASPISTI lì riuniti, volevo segnalarvi questo bell’articolo pubblicato da Orion Magazine (cercheremo di tradurlo al più presto, vero Dario & C.?).

È davvero interessante vedere come il movimento stia lentamente emergendo nei mezzi di informazione e scoprire come i vari giornalisti provano a raccontarlo, a volte in modo molto superficiale, altre arricchendo con la loro interpretazione anche la nostra comprensione di quello che stiamo facendo.

Questo pezzo di Jay Griffiths coglie molti degli aspetti più importanti dello spirito di questo grande esperimento sociale e davvero lo consiglio (per altro io l’ho scoperto attraverso il blog di Rob quindi lo consiglia anche lui).

Lunedì poi vi racconto cosa dicono i guru del Picco…