Quanto costa cambiare tutto?

marzo 5, 2011

Scarica il volantino in pdf

Ora è il momento di vedere che siamo in grado di combinare. ISDE Italia ha bisogno del nostro aiuto, il loro preziosissimo lavoro ci rende possibile capire quello che stiamo provocando alla nostra salute e a quella delle future generazioni.

Patrizia Gentilini da anni gira instancabilmente per l’Italia spiegando a chiunque voglia ascoltare, in che paradossale situazione ci ha condotto la nostra idea del progresso. Ha sempre risposto a tutte le nostre chiamate, è venuta tutte le volte che le abbiamo chiesto di intervenire, sta dedicando tutta la sua vita a questo.

Se non l’avete mai ascoltata cliccate qui per farvi un’idea. Poi mettete mano al portafogli (io l’ho appena fatto), ISDE ha bisogno di risorse economiche, gli esami di laboratorio, i viaggi, il materiale di studio costano:

conto corrente n° 33178
Intestato a Associazione Medici per l’Ambiente
ABI 05390 CAB 14100
IBAN    IT80X0539014100000000033178
Banca Etruria – Sede Centrale, Corso Italia 179 – Arezzo

La Transizione è anche questo, capire dove orientare le proprie energie. Sarebbe interessante scoprire che sappiamo farlo. Chissà…

AAA permagame cercasi

febbraio 22, 2011

Mia moglie e i miei figli sono recentemente caduti vittima di Farmerama uno dei tanti giochi di “simulazione di fattoria” che si possono sperimentare in rete (nell’immagine una schermata di Farmeville).

La capacità di questi giochi di sviluppare una logica strategica è fenomenale, ma ovviamente sono basati su un modello di crescita e non di equilibrio. Ne consegue che i miei figli stanno imparando come accumulare sempre più grano, sempre più insalata, sempre più latte per poi venderli e avere più pulcini, più galline, più uova, per poi venderle… pare che diventi molto figo quando arrivi a comprarti un vulcano da metterti in fattoria.

Sarebbe meraviglioso sviluppare una piattaforma di questo tipo basata sul framework di progettazione in Permacultura. La butto lì, scopo del gioco è raggiungere l’equilibrio del tuo appezzamento con la massima biodiversità. Si parte da un orto sinergico, quando con quello hai raggiunto un buon equilibrio, passi a un appezzamento e poi magari a un sistema di appezzamenti.

Le possibilità di sviluppo potrebbero essere infinite: interazione con i vicini, reazione a eventi naturali imprevisti, rafforzamento della resilienza, cambiamento climatico, ecc.

Se mi legge qualche sviluppatore tosto, magari gli vien voglia di provarci… chissà?

Una legge sull’ecocidio

febbraio 18, 2011

Oggi mi ha contattato Valentina, una “reduce” di Cancun, che mi ha segnalato questa campagna per l’introduzione del reato di Ecocidio nell’armamentario legislativo della Internationa Criminal Court.

Tra i reati contro la pace abbiamo oggi elencati Genocidio, Crimini contro l’umanità, Crimini di guerra e Crimini di aggressione. La proposta sarebbe di aggiungere una quinta voce: lEcocidio appunto.

Questo permetterebbe di perseguire i responsabili di atti di devastazione ambientale in modo sostanzialmente nuovo e forse molto più efficace.

Come ho cercato di spiegare anche a lei, nessuna legge da sola può intervenire sul nostro sistema se contemporaneamente non si cambiano “sistemicamente” molte altre cose. Banalmente, qualsiasi legge viene aggirata, anche se sacrosanta, se siamo abbastanza motivati a perseguire un certo scopo. Ancor più banalmente, non si eviteranno altre tragedie come quelle del Golfo del Messico se non si spegne la sete di petrolio, nemmeno con una legge sull’Ecocidio, perché a volere che si perfori in luoghi sempre più assurdi continuiamo a essere tutti noi (è solo un esempio, se ne potrebbero fare milioni di altri).

In ogni caso meglio una legge giusta in più, anche se aggirabile, anche se fosse trascurata, che niente. I sostenitori di questa campagna stanno anche cercando di realizzare un’azione di sensibilizzazione mondiale coordinata, ad esempio una marcia propositiva a sostegno della legge, e Valentina si è molto appassionata alla cosa. Le piacerebbe occuparsene qui in Italia e mi chiede di fare da amplificatore della sua idea (non che io abbia un gran potere amplificante, ma comunque…).

Allora. Studiatevi il sito (per angloabili al momento, ma Valentina ci lavorerà su cercando di produrre materiali in italiano). Se poi volete farvi coinvolgere in questa cosa, mettetevi in contatto con lei scrivendo a: vale.corni [at] gmail.com

E ricordatevi che dovete essere almeno 3.

Il Molise chiama…

febbraio 11, 2011

Sì ok, il Molise è un po’ ampio… ma Gianni ha voglia di fare, quindi se siete da quelle parti magari potreste avere voglia di sentirvi e cominciare a sognare cose nuove.

Avvertenza! Per quanto ne sappiamo non c’è modo di attivare il processo di transizione su scala così ampia, non funzionerà, non ci sono le basi perché funzioni. Può però avere senso formare un Centro di Attivazione Temporaneo (CAT) per organizzare iniziative di facilitazione e divulgazione sul territorio con l’intento di fare nascere Iniziative Locali, ovvero Gruppi Guida in grado i operare su una comunità definibile (una cittadina, un quartiere, una frazione, ecc.)

Quindi fatevi sentire che Gianni vi aspetta: gianni.ciao [chiocciolina]  gmail.com.

tDay a Cesena questo sabato

febbraio 2, 2011

T-Day Cesena in Transizione

Questo sabato sono a San Carlo di Cesena (FC) per un bel Transition Day organizzato da Massimiliano di La.Ri.Co. presso il Centro Sociale Comunale dalle ore 10:00 alle 17:00 con pranzo vegetariano (bio a km 0) incluso.

L’ingresso è libero, ma per informazioni e prenotazioni potete contattare ineoutservizi@gmail.com

o il numero telefonico 347 8641349.
Per tutti quelli che hanno voglia di capire meglio cosa sia la Transizione è un’ottima occasione, infatti ci sarà molto tempo a disposizione per raccontare, chiedere, chiarire, richiedere, e se ne avete voglia giochiamo anche un po’.
La dimensione dei tDay a me piace molto, sinceramente non ricordo quanti ne abbiamo fatti, ma proprio perché la Transizione non è un processo semplice da chiarire, avere tempo, anche quello del pranzo ad esempio, diventa una condizione ideale per affrontare l’argomento.
Se ci sarete, ci vediamo là.

 

Medo e la vita nel petrolitico

gennaio 28, 2011

Mi ha scritto Medo, a me e ad alcuni altri amici e compagni di pensieri strani, informandomi che dopo aver: abbandonato il vile settore terziario e investito tutto in alberi e aromatiche piantate ovunque ha potuto, vissuto in fattorie qua e là; camminato per quattrocento kilometri per le Alpi; costruito e abitato una capanna Kogi con i Kogi ma su suolo europeo (questa poi me la spieghi meglio); supportato tutte le azioni di tutti gli uomini di buona volontà incontrati nel suo cammino, spesso camminato in automobile; studiato la Storia ogni santo giorno; rinnegato Dio per ritrovare il divino; difeso e diffuso la biodiversità vegetale; amato la vita, combattuto chi la vita uccide, beh…

Dopo tutto questo ha aperto un blog, qui.

Io, il petrolio e gli incontri “intimi”

gennaio 26, 2011

Ieri sera ho fatto una specie di tTalk intimo a casa “della Lori”, eravamo forse 10 non mi ricordo bene, ma la cosa è stata molto interessante. Forse, come mi faceva notare recentemente anche Dario Tamburrano in una sua email, questa è la dimensione migliore per parlare di un tema complesso come la Transizione.

Il fatto è che è così difficile liberarsi dal giogo dell’audience, tutti siamo abituati all’equazione tanta gente uguale successo. Questo è vero quando stai vendendo dei biglietti, quando stai chiedendo il voto a qualcuno, ma non ha una grande importanza quando si devono attivare processi profondi come quello della Transizione Interiore di ogni singola persona. Anzi.

Beh, insomma, ieri è stata l’ennesima conferma. Non so che succederà ora a quel gruppetto di persone, ma so che abbiamo fatto quello che era utile fare, che non sono soli, che possono parlarne tra loro, condividere ansie, emozioni, entusiasmo…

Ovviamente si è parlato di petrolio e di come questa risorsa sia intimamente collegata all’economia, di come ne determini in realtà le sorti. Per concludere vi segnalo quindi questo articolo sul canadese The Globe and Mail che tratta in modo semplice e senza tanti peli sulla lingua questo argomento (purtroppo al momento è per angloabili).

Naomi Klein: rischiodipendenti

gennaio 20, 2011

Al momento solo per agloabili.

Rovigo Chiama

gennaio 13, 2011

Marika abita a Rovigo e vorrebbe trovare altre persone interessate a ragionare sulla Transizione che abitino da quelle parti. Se qualcuno è in ascolto Rovigo chiama. Rispondete a Marica a questo indirizzo (casarotti.marika [at] gmail.com) o usate i commenti al post.

6 sindaci e mezzo in transizione

gennaio 13, 2011

Ieri ero con i 6 sindaci della mia vallata (più il vicesindaco di un comune limitrofo) che si sono gentilmente, e in un certo senso anche coraggiosamente, prestati a fare un training per capire perché dovremmo preoccuparci tanto dell’aumento del CO2 del picco del petrolio ecc.

Il training è stato organizzato nell’ambito del progetto ENESCOM (un progetto europeo che abbiamo intercettato per portare avanti il lavoro sul fronte delle emissioni di gas serra). Essendo coinvolti nel progetto sia io sia alcuni amministratori di Monteveglio, potete facilmente immaginare come questo sia stato pesantemente contaminato da idee e modalità “transizioniste”.

Il lavoro con i sindaci è cominciato con l’uso delle mappe di gruppo (proprio come inizia il Transition Training) e proseguito con un esercizio di apprendimento collaborativo.

Ho preparato delle schede apposite evitando di usare quelle standard del Transition Training e questo ci ha permesso di fare emergere alcuni aspetti focali dei temi che dovevamo affrontare (se vi servono ve le giro). Ha permesso anche ai sindaci, ai quali avevo chiesto di cercare il più possibile di dimenticarsi le loro cariche e di agire e pensare come singoli individui, di relazionarsi tra loro in modo “diverso dal solito”.

Questa parte è stata piuttosto bella anche perché i due relatori (vedi più avanti) erano già presenti e hanno partecipato con loro ulteriori contributi ai commenti che nascevano dalla lettura di ogni scheda.

Dopo questa prima parte, in modo lievemente più tradizionale, era previsto un intervento di Luca Lombroso per ulteriori chiarimenti su situazione climatica, rischi e prospettive. Si è portato dietro alcuni giochini didattici che copierò subito…

Infine Leonardo Setti dell’Università di Bologna che ha concluso i lavori con il suo efficacissimo intervento sullo scenario previsto dalla direttiva europea 28/2009 CE IN materia di energia.

Come speravo la progressione è stata davvero efficace e penso che i presenti siano usciti dall’esperienza con una consapevolezza decisamente aumentata rispetto a molti punti chiave. Ora vediamo che succede e se l’aumentata percezione della realtà si trasforma in effetto politico.

Vi saprò dire, sono pervaso da un incauto ottimismo. Al momento comunque mi sembra già una gran cosa essere arrivati fin qui.