Socialling: esplorando l’idea

Ripartiamo dalla definizione tentata nel post precedente e proviamo a compiere una esplorazione dell’idea e della sua forma applicativa nella realtà. Il socialling è qiundi:

Una funzione organizzativa ed un insieme di processi attuati tra corpo sociale, imprese e istituzioni al fine di produrre benefici il più ampiamente possibile diffusi, resilienza di sistema ed equilibrio dinamico tra economia e risorse.

È facile capire come questo approccio derivi in modo molto diretto dalla sperimentazione del processo di Transizione, direi che il socialling potrebbe essere una certa parte del processo più ampio e sistemico che la Transizione cerca di sviluppare.

Nella pratica quindi il socialling eredita dall’idea di Transizione l’approccio, gli obiettivi prioritari, i principi e gli strumenti operativi concentrando poi la sua azione su alcuni aspetti specifici dell’ambito economico/sociale.

Per uscire dall’astrazione, proviamo a esaminare un caso pratico che sto seguendo al momento, ovvero la nascita di un nuovo servizio chiamato “AllertaMeteo”.

Il servizio e il posizionamento

L’idea nasce dal susseguirsi di tragedie e danni, anche gravi, provocati dall’evoluzione climatica di un pianeta che diventa più caldo, con fenomeni meteo più intensi e sostanzialmente sconosciuti a cittadini, amministratori, tecnici, ecc.

Assieme a Luca Lombroso, e ad altri “consapevoli” del problema, abbiamo iniziato a pensare a come fornire una soluzione (un servizio appunto) che possa stare in piedi con le proprie gambe, non si sovrapponga a quello che già esiste in questo ambito e fornisca veramente ciò che può essere utile ad accompagnare una transizione verso condizioni climatiche sostanzialmente aliene (1).

Partendo da questi presupposti potevamo seguire le strade del marketing o del socialling e abbiamo scelto (anche se non avevamo ancora concepito questo nome), il secondo approccio. Il posizionamento prevede quindi un servizio che si colloca accanto ai mille servizi meteo già esistenti, ma che ha ovviamente spirito e finalità differenti.

AllertaMeteo deve poter raggiungere il maggior numero di persone possibli, essere accessibile e di supporto a privati, aziende e istituzioni, non essere influenzabile da logiche di mercato (i servizi meteo privati lo sono ampiamente) e stabilire una relazione con gli utenti basata sulla fiducia nel servizio e nelle informazioni che fornisce.

La missione di AllertaMeteo è di segnalare agli utenti quando le condizioni meteo escono dall’ordinario e si entra in un’area di pericolo. Non dice se si può fare la gita al mare nel week end o se è la giornata giusta per la tintarella, comunica con gli utenti solo quando c’è qualcosa a cui devono prestare assolutamente attenzione perché non rientra più nell’ordinario o nel consueto.

Tanto per capire meglio, la grandine non è un fenomeno così frequente, ma tutti sappiamo (alle nostre latitudini) come ci si comporta in caso di grandine. Non c’è allerta quindi, o è di livello molto basso. Cosa diversa è una grandinata con chicchi da mezzo kg l’uno. A quella non siamo abituati e non abbiamo idea di cosa voglia dire (per esempio, in auto saremmo al sicuro?). In questo caso serve qualcuno che ci avverta e la messa in atto di comportamenti adeguati.

Per fare questo è indispensabile creare una cultura dell’emergenza (gravemente assente nel nostro paese) e più in generale una cultura climatica e meteorologica, aumentando consapevolezza, capacità di analisi e resilienza dei cittadini, delle organizzazioni e delle istituzioni.

Osserva e interagisci

Se diamo peso e conseguenza alle parole della definizione di socialling il suo fine è di produrre benefici. In una logica permaculturale (che magari è più familiare a molti che mi leggono) il punto è definire bene quale sia il raccolto che vogliamo produrre attraverso questo servizio. Nell’attuale logica marketing il raccolto vero è quasi sempre il profitto. Non è importante il senso profondo di una operazione, è importante comprendere se se ne può trarre un vantaggio economico.

Il socialling mette il beneficio sociale al centro del processo, e questa valutazione deve essere basata su un approccio guidato dal pensiero critico? Le domande guida dovrebbero perciò essere:

Ma questa “cosa” (servizio, prodotto, azienda)  serve davvero?
A chi serve davvero?
Produce un beneficio sociale ampiamente diffuso?

Per intenderci, se il servizio raggiungesse solo lo scopo di pagare lo stipendio a chi lo eroga esisterebbe comunque un beneficio ma non sarebbe certo ampiamente diffuso. Per esempio oggi abbiamo servizi meteo privati che diffondono dati spesso discutibili (e di fatto discussi) il cui modello di business è basato magari sul traffico generato dai loro siti internet, che poi diventano spazi in cui vendere pubblicità. È legale e legittimo. L’attuale concezione del marketing non oppone obiezioni a un’impresa organizzata in questo modo (può diventare un affare anche molto redditizio), in un’ottica socialling questo assetto invece non sta in piedi.

AllertaMeteo deve rispondere a una esigenza reale e oggettiva della società, e la risposta deve essere corretta e coerente con un’analisi critica dell’esigenza presa in esame.

L’analisi di socialling, che immagino come primo passo dell’attività da compiere, deve essere basata sul pensiero critico (ovvero non ci possiamo raccontare delle favole da soli, né raccontarle ad altri) e deve cercare di capire se le prime tre domande hanno risposte adeguate. In caso di esito positivo. Si passa a una fase successiva cercando di rispondere a un’altra domanda.

In che forma possiamo conciliare massima qualità, resilienza e sostenibilità?

Valorizza i confini

La risposta si trova quasi sempre nella costruzione di una rete di relazioni (2), qualità e resilienza non sono facili da conciliare se non potendo contare su contributi compositi.

Nel nostro caso pratico abbiamo compiuto un’esplorazione dei soggetti che avrebbero potuto, in modo molto naturale, diventare in qualche modo parte del progetto.

Abbiamo definito i confini operativi entro i quali eravamo in grado di dare un servizio di qualità (e abbiamo deciso di limitarlo all’Emilia Romagna). Abbiamo avviato una fase di sperimentazione per testare sul campo i problemi che si possono riscontrare nella gestione di un servizio di questo genere, ecc.

Infine abbiamo immaginato il modello di business, i rischi e le prospettive evolutive, in modo da cercare di costruire un quadro piuttosto completo di come AllertaMeteo poteva collocarsi in uno scenario sistemico.

Questi aspetti direi che fanno parte di quella che potremmo chiamare progettazione in chiave socialling del soggetto che si sta analizzando (azienda, servizio, prodotto, iniziativa, ecc.). Sarà progettazione se si parte da zero o riprogettazione (con relativo percorso di transizione) se si sta lavorando su qualcosa che già esiste.

Nel prossimo post, proverò a tracciare un’ipotesi di linee guida di questo tipo di progettazione.

1 – TerraA – Bill McKibben; Tempeste – James Hansen – Apocalipse Now? – Luca Lombroso
2 – Resilience: Why things bounce back – Andrew Zolli, Ann Marie Healy

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Una Risposta to “Socialling: esplorando l’idea”

  1. Lucia Arsena (@VivariaLab) Says:

    Ho scoperto ora il tuo blog, e trovo molto interessante il modello del socialling. L’esempio dell’AllertaMeteo rende bene l’idea.
    Mi piacerebbe approfondire l’argomento ed analizzare casi concreti di realizzazione. Hai suggerimenti?

    Grazie!

    Lucia

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