Archive for the ‘Approfondimenti’ Category

Socialling: esplorando l’idea

marzo 26, 2013

Ripartiamo dalla definizione tentata nel post precedente e proviamo a compiere una esplorazione dell’idea e della sua forma applicativa nella realtà. Il socialling è qiundi:

Una funzione organizzativa ed un insieme di processi attuati tra corpo sociale, imprese e istituzioni al fine di produrre benefici il più ampiamente possibile diffusi, resilienza di sistema ed equilibrio dinamico tra economia e risorse.

È facile capire come questo approccio derivi in modo molto diretto dalla sperimentazione del processo di Transizione, direi che il socialling potrebbe essere una certa parte del processo più ampio e sistemico che la Transizione cerca di sviluppare.

Nella pratica quindi il socialling eredita dall’idea di Transizione l’approccio, gli obiettivi prioritari, i principi e gli strumenti operativi concentrando poi la sua azione su alcuni aspetti specifici dell’ambito economico/sociale.

Per uscire dall’astrazione, proviamo a esaminare un caso pratico che sto seguendo al momento, ovvero la nascita di un nuovo servizio chiamato “AllertaMeteo”.

Il servizio e il posizionamento

L’idea nasce dal susseguirsi di tragedie e danni, anche gravi, provocati dall’evoluzione climatica di un pianeta che diventa più caldo, con fenomeni meteo più intensi e sostanzialmente sconosciuti a cittadini, amministratori, tecnici, ecc.

Assieme a Luca Lombroso, e ad altri “consapevoli” del problema, abbiamo iniziato a pensare a come fornire una soluzione (un servizio appunto) che possa stare in piedi con le proprie gambe, non si sovrapponga a quello che già esiste in questo ambito e fornisca veramente ciò che può essere utile ad accompagnare una transizione verso condizioni climatiche sostanzialmente aliene (1).

Partendo da questi presupposti potevamo seguire le strade del marketing o del socialling e abbiamo scelto (anche se non avevamo ancora concepito questo nome), il secondo approccio. Il posizionamento prevede quindi un servizio che si colloca accanto ai mille servizi meteo già esistenti, ma che ha ovviamente spirito e finalità differenti.

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Socialling: una prima definizione

marzo 19, 2013

In questi mesi ho passato parecchio tempo a cercare di tirare le somme del lavoro degli ultimi due anni. Dopo avere esplorato gli spazi della Transizione al livello dei rapporti interpersonali e della comunità che ti vive attorno, ho provato a capire meglio cosa può succedere a livello di aziende e istituzioni.

È stata un’esplorazione complessa, intensa, a tratti anche sgradevole (con effetti pesanti sulla sfera personale), ma estremamente interessante e, direi, fruttuosa.

La mia ricerca mirava a capire come si possa massimizzare la produzione di resilienza, capitale sociale, bene comune e felicità attraverso lo sviluppo delle attività tipiche di una società evoluta.

Là fuori è pieno di aziende, associazioni, istituzioni, organizzazioni, ecc. Si può fornire loro una sorta di consluenza che li aiuti a trasformarsi, collegarsi e produrre positive ricadute sociali invece che semplice profitto? Si può farlo utilizzando i principi e le linee guida della Transizione? Si può farlo considerandoli una sorta di “comunità di secondo livello” composta di organizzazioni invece che di individui?

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Vi racconto una storia sul vento

aprile 13, 2011

 

La cosa che più mi entusiasma nella Transizione è l’intreccio delle storie. Sono storie incredibili, talmente incredibili che se fossero scritte in un romanzo risulterebbero fasulle, create ad arte.

Così magari vi ricordate di quando Nicolò venne a Monteveglio con la sua telecamerona per girare un pezzetto del suo documentario e, insomma, Nicolò e il suo modo di fare le cose mi sono piaciuti subito.

Poi un giorno mi telefona Massimo Ippolito e mi racconta della sua situazione con Kite Gen, già qui siamo a un incrocio di tre storie piuttosto singolari. Va considerato che Massimo è uno che un giorno si siede alla sua scrivania e decide che deve trovare la soluzione al problema energetico del pianeta (una cosina così, tanto per tenersi impegnato…), va considerato che per quanto incredibile possa sembrare l’ha trovata.

Insomma, finisce che io chiamo Nicolò e gli dico “andiamo a fare un intervista a Massimo” e il risultato lo vedete qui sopra. Non potete immaginare quanto fosse scarso il materiale che abbiamo girato, ma l’uomo con la telecamerona ha fatto comunque un lavoro egregio cavando davvero il sangue da una rapa.

Quello che importa ora è la storia che verrà, quella di Kite Gen da qui in avanti. Abbiamo un sogno pronto per trasformarsi in concretissima realtà, ma come in tutte le storie che si rispettino, è un sogno fragilissimo. Ci vorrebbe un colpo di scena, una svolta.

Guardate questa intervista e fatevi la vostra idea. Comunque vada a finire sarà una storia che resta, non so se come quella di Marconi o quella di Meucci, vedremo.

Il petrolio e Internazionale

marzo 5, 2011

La ricchezza dei tiranni

Sull’ultimo numero di Internazionale si parla di petrolio con il pezzo di apertura tratto da”The Economist” (vedi anche questo in inglese) e altri pezzi accessori da altre testate. Per chi fa divulgazione segnalo il bel grafico a pag. 14 che riporta i dati del prezzo dal 1950 al 2010, molto leggibile e comodo. Utile e ben leggibile anche quello a pag. 17 sulla capacità di estrazione dei paesi produttori (viene dal NY Times).

In generale, questo settimanale è ormai una fonte inesauribile di buon materiale divulgativo e di spunti IN ITALIANO, gioite!

Sempre in questo numero a pag. 59 un pezzo (sempre da “The Economist” sul potere crescenti delle Banche centrali e sul loro ruolo attuale.

Sul problema “risorse” a pag. 101 una colonnina sui rifornimenti di metalli rari.

 

Io, il petrolio e gli incontri “intimi”

gennaio 26, 2011

Ieri sera ho fatto una specie di tTalk intimo a casa “della Lori”, eravamo forse 10 non mi ricordo bene, ma la cosa è stata molto interessante. Forse, come mi faceva notare recentemente anche Dario Tamburrano in una sua email, questa è la dimensione migliore per parlare di un tema complesso come la Transizione.

Il fatto è che è così difficile liberarsi dal giogo dell’audience, tutti siamo abituati all’equazione tanta gente uguale successo. Questo è vero quando stai vendendo dei biglietti, quando stai chiedendo il voto a qualcuno, ma non ha una grande importanza quando si devono attivare processi profondi come quello della Transizione Interiore di ogni singola persona. Anzi.

Beh, insomma, ieri è stata l’ennesima conferma. Non so che succederà ora a quel gruppetto di persone, ma so che abbiamo fatto quello che era utile fare, che non sono soli, che possono parlarne tra loro, condividere ansie, emozioni, entusiasmo…

Ovviamente si è parlato di petrolio e di come questa risorsa sia intimamente collegata all’economia, di come ne determini in realtà le sorti. Per concludere vi segnalo quindi questo articolo sul canadese The Globe and Mail che tratta in modo semplice e senza tanti peli sulla lingua questo argomento (purtroppo al momento è per angloabili).

Naomi Klein: rischiodipendenti

gennaio 20, 2011

Al momento solo per agloabili.

Il Financial Times si preoccupa

gennaio 5, 2011

Indovinate di che? Del petrolio. Ma dai… Beh, prepariamoci perché qui cominciano gli anni 10 del terzo millennio, da qui in avanti tutte le tematiche della transizione cominceranno a emergere in modo sempre più ineluttabile. Saranno dieci anni di incredibili cambiamenti.

Intanto la prestigiosa testata del mondo finanziario si interroga sui costi del cibo, prezzo del petrolio e crisi del debito. Volendo c’è anche il global warming in artistica combinazione con difficoltà di estrazione di risorse strategiche in Australia. Tutto in prima pagina oggi. I tempi, decisamente, cambiano.

Fare la cosa giusta?

gennaio 5, 2011

Come sempre Barry Schwartz va dritto al centro del problema. Non ci sono regole o ricette per ottenere un miglioramento del mondo in cui viviamo. Non bastano le leggi, i regolamenti, gli incentivi o le punizioni (anzi, spesso sono dannosi).

Servono invece etica e buon senso (se volete saggezza), nulla di più facile, nulla di più difficile. Una delle ragioni per cui qualche hanno fa ho cominciato a interessarmi a Transition è proprio questa: come si riportano etica e buon senso nelle nostre vite? Come si fa a fare sì che le persone decidano di fare le cose giuste?

Se non conoscete Schwartz e volete qualcosa con i sottotitoli in italiano tanto per capire di cosa si occupa vi consiglio questi altri due video 1 e 2.

Il respiro del pianeta

dicembre 28, 2010

Grazie a Ugo Bardi che lo ha pubblicato sul suo Effetto Cassandra, ecco un bellissimo video del NOAA che rende facilmente comprensibile l’evoluzione della concentrazione di CO2 nell’atmosfera terrestre. Certi concetti, quando sono ben visualizzati, diventano subito più chiari e comprensibili.

Questo filmato mi pare molto utile perché concentra diversi quadri evolutivi facendo sì che “il problema” diventi molto più afferrabile anche per chi non ha una cultura specifica.

Da non perdere.

Il senso delle città

dicembre 21, 2010

Consiglio agli angloabili questo interessante articolo di Jonah Lehrer che è apparso sul New York Time magazine domenica. Si parla dei fisici Geoffrey West* e Luis Bettencourt sulle leggi fisico/matematiche che regolano lo sviluppo delle metropoli.

È lungo, ma pieno di spunti molto interessanti e va alla radice di alcune delle ragioni che hanno fatto sì che gli uomini si siano concentrati in agglomerati urbani sempre più immensi.

È interessante anche perché presenta un ulteriore modello di approccio alla comprensione dei sistemi complessi, quelli che facciamo così fatica a interpretare e controllare.

* West è l’autore di uno studio molto noto sulle leggi di scala che regolano gli organismi biologici (potete vedere qui una sua lezione).