I 12 passi

Questi sono i primi 12 passi necessari a cominciare il percorso di Transizione nella propria comunità. Come si dice scherzosamente negli incontri tra gente di Transizione, abbiamo il piano della nostra rivoluzione dalla A alla D, nessuno ha un’idea precisa di come si faccia ad arrivare alla Z.

Non è detto che i 12 passi debbano essere fatti proprio in questo ordine. Il più delle volte ci sono più cose che accadono contemporaneamente, dipende da tanti fattori.

Prendete quindi queste indicazioni come guida, hanno già provato la loro efficacia in molte occasioni e quindi è saggio non “reinventare la ruota” ogni volta, ma in Transizione non ci sono dogmi o verità assolute, la si impara facendola.

 

#1. Stabilire un gruppo guida e designare la sua successione

Questo stadio pone un core team a guidare il progetto attraverso la fasi iniziali. Raccomandiamo che formiate il vostro gruppo guida con lo scopo di condurre il processo dallo stadio 2 al 5, e accordarsi affinché siano formati un minimo di sottogruppi (vedere il punto 5), il gruppo guida sarà smantellato e riformato prendendo una persona da ciascuno di questi gruppi. Ciò richiede un buon grado di umiltà, ma è molto importante al fine di porre il successo del progetto sopra all’individuo. Alla fine il gruppo guida sarà formato da un rappresentante di ogni sottogruppo.

#2. Insorgere della consapevolezza

Questo stadio identificherà i vostri alleati chiave, costruisce network cruciali e prepara la comunità in genere per il lancio della iniziativa Transition.

Affinché un valido piano Energy Descent Action si evolva, i suoi partecipanti devono capire i potenziali effetti sia del Peak Oil che del cambiamento di clima – prima si punta a un aumento dell’elasticità della comunità, più tardi si esauriscono le riserve di combustibile.

Proiezioni di film chiave (Inconvenient Truth, End of Suburbia, Crude Awakening, Power of Community) con dibattiti di “esperti” per rispondere alle domande alla fine di essi sono molto valide. (vedere la sezione seguente su tutti i film dove trovarli, trailers, come regolarsi con le licenze)

Discorsi di esperti nel campo dei cambiamenti climatici, peak oil e soluzioni per le comunità possono essere di ispirazione. Articoli su giornali locali, interviste su radio locali, presentazioni di gruppi esistenti, incluse le scuole, sono anche parte dei mezzi per risvegliare la gente e prepararla a cominciare a pensare alle soluzioni.

#3. Posare le fondamenta

Questo stadio riguarda il networking con gruppi e attivisti esistenti, chiarendo loro che l’iniziativa Transition Towns e finalizzata a incorporare i loro precedenti sforzi e futuri input guardando al futuro in un nuovo modo. Riconoscete e onorate il lavoro che fanno, e sforzatevi di far capire che hanno un ruolo vitale da giocare.

Date loro una visione d’insieme concisa del peak oil, cosa significa, come si correla al cambiamento di clima, come può centrare con la comunità in questione, e le sfide che pone. Date la vostra idea di come il processo Transition Town possa agire da catalizzatore per portare la comunità a esplorare nuove soluzioni e a pensare strategia di variazione sull’agricoltura.

#4. Organizzare una Grande Liberazione

Questo stadio crea una memorabile pietra miliare per segnare “l’avvento di un era” per il progetto, punta dritto alla comunità al completo, porta avanti la vostra iniziativa per il periodo successivo e celebra il desiderio della vostra comunità ad agire.

In termini di tempo, stimiamo che ci vogliano da 6 mesi a un anno dalla proiezione di film all’insorgere della consapevolezza.

La liberazione ufficiale di Totnes fu tenuta nel settembre 2006, preceduta da circa 10 mesi di discorsi, proiezioni di film e eventi.

Per quello che riguarda i contenuti, sarà necessario condurre la gente a comprendere il peak oil e il cambiamento di clima, ma in uno spirito di “noi possiamo fare qualcosa” piuttosto che di “condanna alle tenebre”.

Un contenuto che abbiamo visto essere valido è la presentazione della barriere pratiche e psicologiche al cambiamento personale – dopo tutto, questo è tutto quello che facciamo come individui.

Non è necessario che siano proprio discorsi, possono includere musica, cibo, opera, danze, qualsiasi cosa vi sembri che rifletta l’intenzione della vostra comunità a imbarcarsi in questa avventura collettiva.

#5. Formare sottogruppi

Parte del processo di sviluppo di un Energy Descent Action Plan è affidarsi al genio collettivo della comunità. Per ciò e cruciale formare un numero di sottogruppi più piccoli che si focalizzino su aspetti specifici del processo. Ognuno di questi gruppi svilupperà il proprio metodo di lavoro e le proprie attività, ma saranno tutti sotto l’ombrello del progetto come un tutto unico.

Idealmente i sottogruppi sono necessari per tutti gli aspetti di vita che sono richiesti dalla vostra comunità per sostenersi e prosperare. Esempi di questo sono: cibo, rifiuti, energia, educazione, gioventù, economia, trasporti, acqua, governo locale.

Ognuno di questi sottogruppi guarda alla sua area e cerca di determinare il modo migliore di rendere più elastico e ridurre l’uso dei carburanti. Le loro soluzioni saranno la spina dorsale del Energy Descent Action Plan.

#6. Usate Open Space

Abbiamo trovato la tecnologia open space un approccio altamente efficace per i meeting per le iniziative Transition Town.

In teoria non dovrebbe funzionare. Un gran numero di persone viene senza ordine del giorno, senza orario, senza coordinatore evidente e senza nessuno che tenga i tempi.

Tuttavia, abbiamo tenuto open space separati per il cibo, l’energia, gli alloggi, economia e psicologia del cambiamento. Alla fine di ogni incontro, ognuno ha detto di cosa aveva bisogno, estese annotazioni sono state prese, ha avuto luogo molto networking e un enorme numero di idee è stato identificato.

Lettura essenziale sugli open space è Open Space Tecnology di Harrison Owen: languida per l’utente, troverete anche utile The Change Handbook di Peggy Holman e Tom Devane: metodi di gruppo per dare forma al futuro, un inestimabile riferimento nell’ampio novero di tali strumenti.

#7. Sviluppare manifestazioni pratiche e visibili del progetto

E’ essenziale che evitiate di pensare che il vostro progetto sia solo chiacchiere di gente che sta seduta a elencare desideri. Il vostro progetto ha bisogno, fin dai primi stadi, di cominciare a creare manifestazioni concrete nella comunità. Tutto ciò aumenta nelle persone, in modo significativo, la percezione del progetto e la loro volontà a partecipare.

C’è un difficile equilibrio da raggiungere dorante i primi stadi. Avete bisogno di mostrare un visibile progresso, senza imbarcarsi in progetti che alla fine non avranno luogo nell’ Energy Descent Action Plan. Nella Transition Town Totnes, il gruppo del cibo lanciò un progetto chiamato “Totnes la capitale inglese delle nocciole” con lo scopo di avere quanti più possibili alberi di nocciole in città. Con l’aiuto del sindaco abbiamo recentemente piantato alcuni alberi in centro, e ne abbiamo fatto un evento di grande risonanza.

#8. Facilitare l’acquisizione di nuove competenze.

Se siamo qui a rispondere al peak oil e al cambiamento di clima muovendoci verso un futuro a basso consumo di energia e rilocalizzando le nostre comunità, allora abbiamo bisogno di competenze che i nostri nonni davano per scontate. Una delle cose più utili che un Transition Town project può fare è ribaltare le “false competenze” degli ultimi 40 anni offrendo corsi in alcune di queste.

Ricercare tra i membri più anziani della nostra comunità è istruttivo – dopo tutto, vivevano prima che prendesse piede la società del consumo e comprendono come potrebbe essere una società a basso consumo. Alcuni esempi sono: riparare e non buttare, cucinare, l’uso di biciclette, costruzioni naturali, isolamento dei locali, tinture, raccolta di erbe, giardinaggio, efficienza energetica delle abitazioni, uso della pastamadre per il pane(la lista è senza fine).

Il vostro programma di riacquisizione delle competenze darà alle persone una potente realizzazione delle loro propria abilità nel risolvere i problemi, a ottenere risultati pratici, a cooperare con le altre persone. Apprezzeranno anche il fatto che imparare può realmente essere divertente.

#9. Costruire un ponte col governo locale

Qualunque sia l’ampiezza del movimento che la vostra iniziativa Transition Town intende generare, qualunque progetto pratico abbiate iniziato e per quanto magnifico sia il vostro piano di riduzione del consumo, non progredirete mai molto a meno che non abbiate coltivato un positivo e produttivo aggancio con le autorità locali. Contrariamente a quanto potete aspettarvi potrebbe darsi che sfondiate una porta aperta.

Stiamo vedendo come fare a mettere giù un piano di riduzione del consumo per Totnes in un formato simile al piano di sviluppo della comunità in corso. Forse un giorno la giunta siederà ad un tavolo con due documenti di fronte – un piano per la comunità convenzionale e un ben presentato piano di riduzioni dei consumi. Verrà un giorno nel 2008 quando il prezzo del petrolio sfonderà il tetto dei 100$ al barile. I pianificatori guarderanno da un documento all’altro e concluderanno che solo il piano di riduzione del consumo indirizza la sfida che stanno affrontando. E mentre questo documento passa al centro della discussine l’altro lentamente scivola nel cassetto.

#10. Onorate i più anziani

Per quelli di noi nati negli anni ’60 quando il petrolio era a buon mercato, è difficile prefigurarsi una vita con meno petrolio. Ogni anno della mia vita (eccetto la crisi petrolifera degli anni ’70) è stato caratterizzato da più energia degli anni precedenti.

Al fine di ricostruire quel quadro di una società a bassa energia, dobbiamo confrontarci con chi direttamente ricorda la transizione verso l’era del petrolio a basso costo, specialmente il periodo tra il 1930 e il 1960.

Mentre chiaramente volete evitare alcun senso di ritorno a un fioco, lontano passato, c’è molto da imparare da come si facevano le cose, dagli invisibili legami tra i diversi elementi della società e da come si conduceva la vita quotidiana. Ritrovare tutto ciò può essere profondamente illuminante, e può portarci a essere maggiormente connessi al luogo dove stiamo portando avanti il nostro progetto Transition Town.

#11. Lasciate che vada dove vuole…

Sebbene potreste iniziare a sviluppare il vostro processo di Transition Town con una chiara idea di dove dovrebbe andare, inevitabilmente andrà da un’altra parte. Se cercate di tenervi entro una rigida visione, comincerà a fiaccasi la vostra energia e vi sembrerà di giungere ad uno stallo. Il vostro ruolo non è di avere una risposta ad ogni domanda, ma da agire da catalizzatore affinché la comunità giunga alla propria transizione.

Se mantenete a fuoco i punti chiave – costruire una comunità elastica e ridurre l’impronta del carbonio – vedrete come il genio collettivo della comunità farà emergere una soluzione altamente praticabile e ricca di inventiva.

#12. Create un piano di decrescita energetica

Ogni sottogruppo dovrà avere bene a fuoco azioni pratiche per l’elasticità della comunità e la riduzione del impronta del carbonio.

Combinate insieme queste azioni costituiscono il piano di riduzione energetica. Qui è dove il genio collettivo della comunità ha designato che il suo futuro si liberi dalla minaccia del peak oil e del cambiamento di clima.

Finora, abbiamo intrapreso molte azioni pratiche a Totnes. Tuttavia esse ammontano solo a una piccola frazione del numero di iniziative che sono state attualmente sviluppate dalla nostra comunità.

Per quanto riguarda la scala dei tempi del piano di riduzione dei consumi, di seguito c’è parte di una presentazione a Glastonbury all’inaugurazione “diventeremo una Transition Town” nell’aprile del 2007.

“potreste avere domande riguardo alla scala dei tempi del piano di riduzione energetica. Non ci sono regole – ogni comunità si avvia verso un piano che è adeguato a lei in termini di tempo. Kinsale punta a una finestra di 15 anni, Lewes 20.

Se cercate maggior precisione e date specifiche, questo è il mio responso:

quando vedo lo sforzo per realizzare questo incontro e lo sforzo che ognuno di noi ha fatto per essere qui e a dedicare la maggior parte dei nostri sabati a questi pressanti doveri, quando penso a tutti i meravigliosi sforzi dei gruppi preesistenti a Glastonbury che saranno incorporati e reenergizzati in una più ampia iniziativa di “transizione”, dico che il compito è già cominciato.

E se guardo a cosa abbiamo bisogno di fare per creare le comunità in cui saremo felici di crescere i nostri nipoti e i loro nipoti, allora questo compito non si concluderà nel corso della nostra vita…”

Casualmente, l’originale gruppo guida a Glastonbury alla fine di quel giorno decise effettivamente di adottare il modello Transition Town per designare il loro futura a bassa energia.


%d blogger cliccano Mi Piace per questo: