Archive for the ‘Fatti’ Category

Io e la riapertura

marzo 18, 2013

È tempo che torni a scrivere in questo blog, mi serve un luogo dove appuntare cose che hanno un taglio personale e quindi ritorno alle origini. È pieno di polvere e ragnatele, dovrò darmi un po’ da fare per sistemare, ma per il resto, mi sento a casa.

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Medo e la vita nel petrolitico

gennaio 28, 2011

Mi ha scritto Medo, a me e ad alcuni altri amici e compagni di pensieri strani, informandomi che dopo aver: abbandonato il vile settore terziario e investito tutto in alberi e aromatiche piantate ovunque ha potuto, vissuto in fattorie qua e là; camminato per quattrocento kilometri per le Alpi; costruito e abitato una capanna Kogi con i Kogi ma su suolo europeo (questa poi me la spieghi meglio); supportato tutte le azioni di tutti gli uomini di buona volontà incontrati nel suo cammino, spesso camminato in automobile; studiato la Storia ogni santo giorno; rinnegato Dio per ritrovare il divino; difeso e diffuso la biodiversità vegetale; amato la vita, combattuto chi la vita uccide, beh…

Dopo tutto questo ha aperto un blog, qui.

Arona: com’è andata

ottobre 31, 2010

Ad Arona ho fatto per la seconda volta il mio Transition Talk in versione aggiornata. Lo avevo provato a Campogalliano nell’incontro al museo della bilancia, ma in quel caso le condizioni erano un po’ diverse. I relatori prcendenti (Lombroso e Rossi) avevano sicuramente spianato la strada. Ad Arona quindi, ho potuto verificare le reazioni di un pubblico più “normale”.

La mia impressione è che funzioni, che risulti anche più digeribile e più utile (questo davvero lo spero), ma chiaramente sarebbero preziosi i commenti di chi era lì. Non i moltissimi fatti a caldo sul momento, ma quelli a mente un po’ più fredda: cosa rimane due o tre giorni dopo?

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Il picco della fettina…

ottobre 26, 2010

Ormai è una questione di collezionismo: i picchi ve li segnalo tutti. La colpa di questo però è di Riccardo che mi ha instigato. Ecco a voi il picco della fettina… buona lettura.

L’intervista a Patrizia Gentilini

agosto 16, 2010

Ecco a voi l’intervista sintetica realizzata in occasione della conferenza di Patrizia Gentilini qui a Monteveglio. In caso non abbiate il tempo di vedere tutto il materiale dell’intera conferenza, questa è una buona sintesi.

Patrizia, come sempre, ci dà una bella razione di buone ragioni per cambiare in modo profondo. Come sempre il primo passo è sapere e capire. Ci sono luoghi nel mondo dove si sono già analizzati i problemi, presi i provvedimenti e certificati i risultati positivi in termini di riduzione di malattia e morte nella popolazione: facciamolo ovunque, non c’è nessuna ragione per non agire.

Clicca qui per vedere il filmato.

Vado in vacanza

giugno 21, 2010

Sarò lontano da internet per una settimana da oggi (e anche al cellulare non so quanto sarò reperibile). Il blog rimarrà quindi più silenzioso che mai… se ne riparla la prossima settimana.

tTalk S. Lazzaro: com’è andata

maggio 7, 2010

Ieri a S. Lazzaro (Bo) c’era una sala piena di gente, più di cento persone probabilmente. Come sempre invito chi c’era a usare i commenti a questo post per esprimersi come meglio crede rispetto all’esperienza che ha vissuto.

Colgo invece l’occasione per spiegare la differenza tra una sala con 25/30 persone e una con 100 o più. Come sapete spesso si raccomanda il lavoro in “piccolo gruppo” proprio per la qualità di relazione che si può sviluppare durante gli incontri. Mentre 20 persone sono un gruppo, 100 sono decisamente un pubblico, una platea. Non è possibile stabilire contatti visivi e una relazione reale con le persone che ti ascoltano. Magari con qualcuno nelle prime file, ma certamente non si crea un “insieme”.

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News da Torri Superiore

febbraio 5, 2010

Forse qualcuno dei lettori più assidui ricorderà che quando sono andato a Genova a fare un tTalk ho conosciuto Lucilla e alcuni dei fondatori e animatori dell’ecovillaggio di Torri Superiore.

Da quelle parti la transizione era decisamente iniziata prima di avere un nome con la T maiuscola e pare quindi naturale che anche loro abbiano voglia di contribuire all’effervescenza del movimento qui in Italia. Mi fa molto piacere quindi promuovere le attività che stanno organizzando quest’anno.

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Paesaggi petroliferi

novembre 12, 2009

Edward Burtynsky ci racconta il lato più triste dell’impatto che il petrolio ha avuto sul mondo fino ad oggi. Trovate di più sul lavoro di questo fotografo, che non si concentra esclusivamente sul tema del petrolio, direttamente sul suo sito comprese le informazioni sul suo film del 2006 “Manufactured Landscapes”.

Dopo il training

novembre 2, 2009

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È stato il mio primo Transition Training nel ruolo di facilitatore e come immaginavo l’esperienza è ancora più intensa rispetto a quella di semplice partecipante. Come mi spiegava Naresh quando è venuto in Italia a fare il primo, ci vogliono giorni per riprendersi, dalla stanchezza, dal carico emozionale, ma si sente qualcosa di buono nella pancia.

È così, ho appena sentito Ellen e anche lei si sente stanca ma soddisfatta. Questa è un’altra di quelle occasioni in cui è facile pensare che con tutta la meravigliosa energia, con la straordinaria ricchezza che le persone portano dentro si potrebbero veramente fare cose incredibili, andare molto oltre ogni più fervida immaginazione.

Questa mattina ho scambiato anche un paio di email con Naresh per raccontargli com’è andata. Naresh e Sophy hanno creato questo training e lo hanno condotto ormai innumerevoli volte in cinque diversi continenti. La cosa davvero importante da notare è che, a parte le ovvie differenze culturali, gli elementi di base e le reazioni emotive solo le stesse in tutto il mondo industrializzato.

Questo è una specie di indicatore dell’omologazione della nostra sofferenza interiore, qualcosa che evidentemente condividiamo con tutti quelli che abitano il sistema dell’economia della crescita.

È così evidente, almeno a me, che questo tipo di ricchezza e di energia sta dentro la maggior parte delle persone. Basta creare lo spazio necessario a farla uscire. È questo che dovrebbe fare il processo di transizione, creare questo tipo di spazio e metterlo a disposizione di tutti. Tutto qui, non serve altro, il resto verrà da solo e sarà proprio quello che serviva.