Vi racconto una storia sul vento

 

La cosa che più mi entusiasma nella Transizione è l’intreccio delle storie. Sono storie incredibili, talmente incredibili che se fossero scritte in un romanzo risulterebbero fasulle, create ad arte.

Così magari vi ricordate di quando Nicolò venne a Monteveglio con la sua telecamerona per girare un pezzetto del suo documentario e, insomma, Nicolò e il suo modo di fare le cose mi sono piaciuti subito.

Poi un giorno mi telefona Massimo Ippolito e mi racconta della sua situazione con Kite Gen, già qui siamo a un incrocio di tre storie piuttosto singolari. Va considerato che Massimo è uno che un giorno si siede alla sua scrivania e decide che deve trovare la soluzione al problema energetico del pianeta (una cosina così, tanto per tenersi impegnato…), va considerato che per quanto incredibile possa sembrare l’ha trovata.

Insomma, finisce che io chiamo Nicolò e gli dico “andiamo a fare un intervista a Massimo” e il risultato lo vedete qui sopra. Non potete immaginare quanto fosse scarso il materiale che abbiamo girato, ma l’uomo con la telecamerona ha fatto comunque un lavoro egregio cavando davvero il sangue da una rapa.

Quello che importa ora è la storia che verrà, quella di Kite Gen da qui in avanti. Abbiamo un sogno pronto per trasformarsi in concretissima realtà, ma come in tutte le storie che si rispettino, è un sogno fragilissimo. Ci vorrebbe un colpo di scena, una svolta.

Guardate questa intervista e fatevi la vostra idea. Comunque vada a finire sarà una storia che resta, non so se come quella di Marconi o quella di Meucci, vedremo.

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41 Risposte to “Vi racconto una storia sul vento”

  1. Dario Tamburrano Says:

    Mah…

  2. glaucodona Says:

    Darione:-)

    dalla permacultura, lavorare CON🙂

    • Dario Tamburrano Says:

      E si, ma dopo che per molti ani se ne è parlato in forma teorica e negli ultimi 2 anni sono stati millantati obiettivi a portata di mano (l’ipotesi del primo volo dello stem si diceva a autunno 2009), se permetti prima di dare ulteriore fiducia e divulgazione a questo progetto (sul quale per chi ci legge anche io ho investito del denaro), ci penserei bene. Millantare risultati e poi scoprire che dopo due anni si è iniziato solo ora a fare gli aggiustamenti sul software di volo è normale (e sano) essere scettici (e anche un pò incazzati). Spero ovviamente di essere smentito in tempo utile (e non tra 10 anni). Ritengo inoltre improponibile a questo punto (come è accaduto) che si chieda una fede religiosa e si chiedano ulteriori fondi a fronte di garanzie scarse. Aspetto di vedere una comunità di almeno 1000 persone alimentata dal kitegen e poi ne riparliamo.

      • Massimo Ippolito Says:

        Caro Dario,

        Ho dei seri dubbi sul fatto che tu abbia investito del denaro nel progetto KiteGen.
        Ne sei certo?

        Massimo

      • Dario Tamburrano Says:

        I tuoi dubbi possono essere sciolti dalla seguente visura camerale http://wow.pe/documenti/2010/06/26/visura_2010_06_26.pdf (io e compagna totale 5000 euro) oltre a Glaucodona e altri che sono entrati dietro mio consiglio. Attendo invece dimostrazioni tangibili per sciogliere i miei di dubbi… (e di moltre altre decine di miei amici sparsi nei vari movimenti che attendono segnali concreti prima di dare credito)

      • Massimo Ippolito Says:

        Infatti come temevo, come forse sai WOW è divenuta una sorta di holding finanziaria che non ha in corso alcun accordo di investimento con KiteGen. Quindi è molto facile che i tuoi soldi siano andati per altro.
        L’unico soggetto che opera sul progetto è Kitegen srl.
        Mi dispiace che attribuisci delle responsabilità a KiteGen legate al tuo investimento.

  3. Cirano Says:

    A me è sembrato interessante. Seguo con attenzione, teneteci aggiornati

  4. KITEGEN « Io non perdono e tocco Says:

    […] dunque il punto sulla vicenda “Kitegen” raccontato da Massimo Ippolito, in una video intervist… Prendetevi qualche minuto ma ne vale la pena. LikeBe the first to like this […]

  5. Kitegen: una storia sul vento « BIT Budrio in Transizione Says:

    […] una bella video intervista all’ingegnere Massimo Ippolito che è il creatore dell’idea. Assolutamente da vedere ….  Gli interessati all’argomento possono anche visitare il sito […]

  6. Andrea Says:

    Buongiorno, ho ascoltato la storia del KiteGen , raccontata da Ing. Ippolito ed egregiamente montata ed arrangiata da voi. La storia e il futuro di kitegen è molto bene raccontata e le potenzialità del manufatto sono incredibili cosi come gli scenari futuri ( se verranno realizzati ) .

    La cosa che pero’ mi lascia al momento un po’ perplesso è il fatto che lo STEM non è ancora pronto .. una bella incompiuta . Si intuisce che sono pronti ma che al momento sono impegnati nel risolvere problemi di stabilizzazione, il che comunque non mi sembra poca cosa . In piu’ altri dubbi, ma che per il momento metto da parte.

    Il servizio pero’ lascia qualche speranza, sembra chiudersi con uno scenario di possibile ottimismo.. ci siamo, manca poco !

    La storia insegna che le invenzioni piu’ incredibili sono partite da presupposti lontani e a volte fantasiosi e fantastici, un po’ come il KiteGen. Speriamo, io ci credo , ma adesso è il momento di chiudere il cerchio .

    • Cristiano Says:

      Sì Andrea, è un bel cane che si morde la coda, il potenziale è strabiliante e la mia impressione personale è che se non ci riuscirà Massimo, ci arriveranno altri. La cosa sconcertante è che per una combinazione di fattori, su questo progetto sono state investite solo briciole. Attorno a questo progetto emergono e prendono forma tutte le debolezze di una società che non sa in alcun modo esprimersi come collettività. Lo Stato è assente, i “grandi gruppi” interessati vogliono solo portarsi a casa tutto, i tentativi di finanziare la cosa attraverso l’azionariato diffuso stanno naufragando in una selva di tensioni e malintesi…

      Non mi interessa trovare le colpe, mi interesserebbe imparare qualcosa. Magari alla fine Massimo ce la farà, magari no, ma dobbiamo imparare ad andare oltre questo modo di fare le cose. Per come stanno lavorando, io son sorpreso anche solo che siano arrivati fin qui…

  7. aldoeolico Says:

    Massimo Ippolito candidiamolo al Nobel e’ un genio ,per chi ha qualche dubbio sugerisco di finanziarlo con qualche miliardo di euro come per il nucleare.Come andra’ a finire secondo me? se ne andra’ in cina dove invecie di pensare agiscono e i fondi non gli mancano.Aldoeolico

  8. Marco Beretta Says:

    La cosa che non capisco, e che vorrei davvero chiedere a Ippolito, è come si possa valutare la potenza di 3 MW per la macchina. Parliamo di 250 watt metro quadro a 1000 metri come energia del vento medio, un vento un po’ superiore a 7 metri secondo. Questo significa che per avere 3 MW, ossia 3 MILIONI di watt di potenza per lo stem, dovremmo avere su in cielo 12000 metri quadri di area velica… sono 1,2 ettari di tela. L’ala che vedo in volo è una frazione infinitesima di una tale superficie.
    Non riesco a comprendere se la traiettoria di volo a “8” possa aumentare la potenza, ma dovrebbe aumentarla di un fattore 1000 per potere arrivare alla potenza di 3 MW.
    E non abbiamo ancora tenuto conto delle dispersioni e perdite d’energia che qualsiasi macchina del mondo reale comunque comporta…
    Comprendete che qua c’è qualcosa che non torna.

  9. Marco beret Says:

    Quello che voglio dire col mio precedente post non è che lo stem non funzioni ma che è essenziale, capitale, basilare che, quando si tratta di nuovi orizzonti e soluzioni energetiche, bisogna fornire la massima spiegazione, precisione e accuratezza possibile. Il peggiore nemico al cambiamento energetico è l’opacità o, peggio che peggio, la sopravalutazione delle soluzioni alternative che conduce a sogni, proiezioni e aspettative che poi, quando ci si sveglia, ci fanno ritrovare in un mondo ancora più fossile.
    E migliaia di politici “ecologisti” nel mondo prosperano su questo facendo danni incalcolabili.

  10. Massimo Ippolito Says:

    Cari amici,

    Rispondo alla sollecitazione di Cristiano

    Mi rendo conto che il centinaio di lavori scientifici, brevetti e tesi di laurea e di dottorato, che spiegano con ampio dispendio di formule matematiche il funzionamento del KiteGen, purtroppo non sono di aiuto per una agevole e diffusa comprensione.

    Allora lasciatemi fare un semplice (spero) esempio approssimato per mostrare il concetto della portanza senza entrare troppo nel dettaglio:

    Un Boeing 747 è un velivolo che ha circa 400 mq di superficie alare e pesa circa 400 tonnellate.
    Ricaviamo che la forza di sostentamento applicata sull’ala dall’aria è mediamente 1 tonnellata al metro quadro.
    Ora immaginiamo di veder volare questo aereo in quota ed anche di spegnere i motori per non essere confusi dalla spinta degli stessi.

    L’aereo in questa condizione, per mantenere la minima velocità di volo intorno ai 70m/s e la portanza per non precipitare, dovrà scendere con un rateo di discesa di circa 12 a 1, ovvero ogni 12 metri di avanzamento esso deve scendere di 1 metro.

    Ora passiamo alla nostra ala che pesa poche decine di kg e, che anzichè appoggiarsi sull’aria si appoggia sul vento, richiedendovi di visualizzare una sorta di rotazione di 90 gradi della scena.

    Questa ala, che ha caratterisiche di efficienza di volo simili al suddetto velivolo , analogamente ad esso, vola a 70 m/s, “scende” nel vento , con circa lo stesso rateo. e sviluppando la stessa portanza, benchè con un verso approssimato nella direzione del vento.

    In fisica si calcola la potenza meccanica con la forza (espressa in Newton) x la velocità (espressa in m/s) .

    supponendo un vento di 6 m/s, l’ala vola già sviluppando la tutta la forza, che per un’ala da 200 m2 è di 2MN (200 tonnellate) ma deve scendere nel vento a 6m/s, quindi la potenza è 2 MN * 0 m/s=0 W

    ora supponendo un vento di 7m/s, scendiamo nel vento sempre di 6m/s e resta 1 m/s di svolgimento delle funi, la potenza ora sarà:
    2MN * 1 m/s = 2MW

    con 7,6 m/s di vento che è la media europea a 1000 m la potenza sarà:
    2MN * 1,6 m/s= 3,2MW

    se prendessimo i valori di vento con i quali si caratterizzano le turbine eoliche: (Vestas V80 = 16m/s)..

    la potenza del kitegen stem risulterebbe essere 2MN *10 m/s = 20 MW.
    Ma la macchina che abbiamo realizzato non sarebbe in grado di gestire questa potenza se non per una manciata di minuti.

    Questo team ipotizza di produrre 20MW con ali da 1000mq con un vento di soli 8m/s:
    http://www.win.tue.nl/casa/meetings/special/ecmi08/pumping-kite.pdf

    a presto
    Massimo

  11. Marco Says:

    Massimo, penso tu sia una persona onesta e ci credo veramente, però non comprendo, l’80/85% di quanto ho investito è in kgr, il 15/20% ti consente di affermare che non ho/abbiamo investito in kgr? perchè???
    Marco

    • Massimo Ippolito Says:

      Caro Marco,
      A questo punto mi sembra doveroso rispondere.
      la questione vista da parte KiteGen è molto diversa, il capitale di WOW è per la maggior parte di provenienza di KiteGen stessa.

      – Si tratta di amici che si sono rivolti direttamente a KiteGen per investire sul progetto KiteGen, Tra questi ci sono anche collaboratori diretti di KiteGen, per una cifra stimabile in almeno 900.000 euro.

      Purtroppo in Italia vi è una normativa che rende molto complesso accogliere gli investimenti pubblici, specialmente per una società di ingeneria focalizzata a gestire l’industrializzazione di un progetto tecnico e scientifico come il KiteGen.

      Nel 2008, ci è stata proposta l’ipotesi WOW che avrebbe dovuto attrezzarsi anche legalmente per gestire al meglio la raccolta di consenso verso il KiteGen, in modo professionale, trasparente ed onesto, garantendo alle parti una interfaccia amichevole e dilogante tra il pubblico ed il progetto.

      Io ero molto entusiasta all’idea di immaginare una società di azionariato popolare che facesse ciò che il governo ha disatteso, ovvero sostenere una attività di indubbio successo nella ricerca, che ha maturato la determinata ambizione di passare all’industrializzazione del prodotto degli studi e dei trovati.

      La trovavo una iniziativa idealistica, innovativa e promettente, che meritava un progetto come il KiteGen. Devo aggiungere però che gli amministratori, i consulenti ed alcuni collaboratori KiteGen di erano molto critici e scettici e cercavano di dissuadermi dall’avallare questa impostazione.

      Ma si sa, gli scienziati sono un pò inadeguati su questi argomenti, ed io ho sancito in pieno la mia appartenenza alla categoria dimostrando la tipica ingenuità e senza ascoltare ragioni.
      Mi sono addirittura arrabbiato un pò con tutti, dicendo che se non si potevano accogliere i soci direttamente in KiteGen allora WOW era senz’altro da incoraggiare, soprattutto non mi preccupava l’opportunità di WOW di divenire prima proprietaria del progetto Kitegen, anzi lo trovavo etico soprattutto se WOW avesse trovato fattivamente i fondi ed il supporto per portare felicemente a termine l’impresa.

      Ancora adesso quando vado dal commercialista di KiteGen sono costretto ad arrossire quando andiamo sull’argomento, poichè una delle ragioni che non ascoltai riguardava proprio il “diabolico” statuto di WOW, che prevede azionisti di serie A e di Serie B con prerogative così difformi da aver di fatto ha concentrato il potere nelle mani di di chi lo aveva escogitato.

      Quando ho iniziato a ricevere telefonate di molte persone, e tra queste anche il nostro Cristiano, che, pur volendo investire in KiteGen tramite WOW, mi chiedevano ragioni e garanzie anche scritte di siffatto statuto, allora ho capito drammaticamente il problema che era già evidente negli atteggiamenti, nel comportamento e nei litigi che permeavano dall’interno dello stesso CDA WOW. Invito a leggere con attenzione lo statuto di WOW per chiarirsi le idee, che è disponibile nel loro sito.

      Riassumendo in cifre gli eventi:

      WOW ha ricevuto una dotazione (concordata) di circa 900.000 euro da KGR.

      Wow ha trattenuto almeno 55000 euro di tali importi.

      WOW ha poi acquistato quote della società KiteGen che possiede i brevetti per circa euro 1.200.000.

      siccome io non vengo più informato delle intenzioni, della evoluzione e delle attività di WOW ricavo da questo documento:

      http://wow.pe/documenti/2011/05/26/wow_awec2011.pdf

      che WOW a fine anno avrà raccolto un paio di milioni, utilizzando principalmente KiteGen come prospettiva e promessa di investimento verso il pubblico, Ma questi fondi non arriveranno mai a KiteGen poichè il CDA WOW ha inspiegabilmente respinto ulteriori accordi già negoziati di investimento con KiteGen, con lo sconcerto di molti soci che mi scrivono lettere accorate chiedendomi di intervenire.,

      Riassumendo:
      WOW in questi anni ha apportato solo 250.000 Euro di denari freschi a KiteGen, ha trattenuto, e da ciò che posso sapere ha già speso o impegnato altrove 800.000 euro.
      E soprattutto con lo statuto che espone ha scoraggiato molti altri investitori, ed oggi devo dire per fortuna!

      Quindi, Marco le percentuali che hai citato a rigor di logica sarebbero da invertire, solo il 20% di ciò che hai investito è andato a effettivamente verso un corrispettivo in quote KiteGen da destinare al sostegno del progetto.

  12. Sara Says:

    Siamo sicuri che sia proprio il Signor Ippolito a scrivere le risposte a lui intestate? Come fa a dire che la WOW non abbia “accordi di investimento”, quando ha il 2.4% della KGR, avendolo peraltro pagato in contanti oltre un milione e duecentomila Euro?

    • Massimo Ippolito Says:

      Cara Sara,

      Indubbiamente WOW è titolare del 2,4% di KiteGen ma è importante far sapere che ulteriori investimenti in WOW non sono destinati a KiteGen, Non mi è dato sapere quali siano le intenzioni di WOW poichè io non sono coinvolto in alcun modo.

      La cosa peggiore che potrebbe capitare e che raccolgano ancora fondi continuando ad usare KiteGen come bandiera e che poi investano in progetti concorrenti o nella fusione fredda, come mi è stato riferito.

      Massimo

    • Cristiano Says:

      Sì Sara, è proprio Massimo Ippolito.

  13. Gaetano Dentamaro Says:

    ” (…) il capitale di WOW è per la maggior parte di provenienza di KiteGen stessa.
    – Si tratta di amici che si sono rivolti direttamente a KiteGen per investire sul progetto KiteGen, Tra questi ci sono anche collaboratori diretti di KiteGen, per una cifra stimabile in almeno 900.000 euro. Purtroppo in Italia vi è una normativa che rende molto complesso accogliere gli investimenti pubblici, specialmente per una società di ingeneria focalizzata a gestire l’industrializzazione di un progetto tecnico e scientifico come il KiteGen.”

    Così scrive Massimo Ippolito. Rispondo in quanto fondatore di WOW (Wind Operations Worldwide) SpA e consigliere di amministrazione della società.

    Nel 2008 insieme a un piccolo gruppo di amici mi faccio promotore di quest’iniziativa per supportare il progetto KITEGEN®.

    Ippolito promette che si tratta solo di dare un “piccolo aiuto”, che servirà a sostenere il KITEGEN® in un momento di difficoltà: da un lato infatti occorre raccogliere un milione di euro per poter accedere ai finanziamenti del “Fondo per l’Innovazione Tecnologica”, dall’altro, secondo Ippolito, sono in corso trattative con Big Players del settore, che entro breve moltiplicheranno il nostro investimento “per due, per cinque”.

    Tra i primi finanziatori di WOW, c’è anche una società inglese d’investimento, che versa 400mila euro.

    Quel che accade in seguito è il contrario di quanto promesso da Ippolito: la ricerca di finanziamenti per accedere ai fondi agevolati per l’innovazione tecnologica viene abbandonata, e nelle trattative con i Big Players, proprio i piccoli investitori di WOW vengono messi nel piatto come “sacrificabili” (trattative con E., Tor./Cl., B/F.; in quest’ultimo caso vi è la testimonianza diretta di P.C., un socio WOW che era presente alle riunioni).

    Purtuttavia nessuna delle trattative va in porto, ma sono tanti i soci di WOW che si spendono, e spendono il loro nome e “ci mettono la faccia” con amici, parenti e conoscenti (“friends, family and fools”: è il ritratto tipico dei seed capitalists). Così, da piccola società a responsabilità limitata, diventiamo Società per azioni, con oltre 60 soci (giugno 2009).

    Nell’agosto del 2009 Ippolito annuncia che il primo dei prototipi del “KITEGEN® Stem” sarà pronto a volare entro poche settimane. La WOW comincia una trattativa con Ippolito, con l’ambizione e il desiderio di essere la prima società ad acquistare una di queste macchine a vento meravigliose. La trattativa si protrae fino al maggio 2010, quando finalmente viene sottoscritta una lettera d’intenti secondo cui WOW e Sequoia Srl (un’altra società posseduta da Ippolito, allìepoca licenziataria della tecnologia) dovrebbero costituire una società mista per costruire e gestire “fino a 99 impianti”. Ovvio, è un’impresa da centinaia di milioni di euro che la WOW non vuole e non potrebbe affrontare da sola: così partiamo alla ricerca di un partner industriale e finanziario e lo troviamo… solo per apprendere (novembre 2010) che Ippolito non ha nessuna intenzione di lavorare nè con noi nè con il nostro partner, e infatti straccia la “lettera d’intenti” e rifiuta persino di firmare un accordo di riservatezza per avviare una fase di due diligence con il nostro partner.

    La WOW SpA, forte delle sue professionalità, dell’esperienza accumulata e di una visione strategica ampia, sta quindi collaborando con una primaria società italiana intenzionata a investire per accelerare lo sviluppo dell’eolico di alta quota. Il progetto KITEGEN® è un progetto pionieristico, eroico, e noi continueremo a sostenerlo come soci della KGR Srl. Però non è il solo che potrà dare risultati da qui ai prossimi due, tre, cinque anni. La WOW SpA, prima società al mondo di piccoli (e “medi”) investitori che stanno sostenendo l’eolico aereo e di alta quota, è considerata un punto di riferimento da una vasta comunità di scienziati e ricercatori nel settore. La WOW conta ad oggi 130 soci, e più dell’80% del capitale è investito nel progetto di Ippolito: è facile capire che noi restiamo “fortemente interessati” (è un eufemismo) al successo del progetto. Ma intanto necessariamente ci guardiamo attorno e presto proporremo a quanti sono interessati (investitori professionali, imprenditori) di partecipare a un nostro ulteriore aumento di capitale, sulla base di un preciso prospetto informativo che evidenzierà chiaramente finalità, opportunità e rischi dell’investimento.

    Le società che vogliono seriamente proporsi sul mercato, devono preparare piani informativi, essere trasparenti nei loro piani di sviluppo, negli obiettivi, negli accordi con gli investitori. Noi di WOW pensiamo che questo debba valere a maggior ragione per chi vuole tenere alte certe bandiere ideologiche: l’azionariato popolare, la transizione energetica, l’accesso equo all’energia.

    Ippolito lamenta che “in Italia vi è una normativa che rende molto complesso accogliere gli investimenti pubblici”, ma questo vale non solo in Italia: vale per l’Europa e per tutto il mondo. Per rivolgersi ai piccoli e piccolissimi risparmatori, per sollecitare la raccolta di pubblico risparmio, occorre rispondere a normative precise, poste a tutela e garanzia dei risparmatori stessi. Non si può, come sembra voler fare Ippolito, farsi schermo di un’altra società per raccogliere finanziamenti fuori da qualsiasi controllo. La WOW SpA non è e non può essere il tuo “Bancomat”, come ci hai formalmente chiesto, caro Massimo: i soci di WOW te lo stanno dicendo in modo chiaro. E’ andata così anche nell’ultima assemblea sociale, svoltasi il 2 luglio scorso: un’assemblea estremamente partecipata (oltre l’80% del capitale era rappresentato), nella quale tutte le proposte avanzate dal Cd’A sono state approvate a larghissima maggioranza. A testimonianza del fatto che i soci della WIND OPERATIONS WORLDWIDE SpA sono gente consapevole, responsabile e giudiziosa. E molto motivata a conseguire il risultato che Cristina Archer, scienziata dell’Università della California, ha preconizzato: “Non c’è più alcun dubbio che i venti di alta quota saranno sfruttati per produrre energia” . Ippolito o non Ippolito, è questa la nostra missione.


    G.

    =============================================
    Gaetano Dentamaro
    Consigliere, WOW SpA – http://wow.pe/

    +39 340-2417.728 – +39 338-3487.046
    Skype: bittertooth
    =============================================
    Be the change you want to see in the world. M.K. Gandhi
    =============================================

  14. Marco Says:

    Caro Massimo, per quanto riguarda le quote versate da wow mi sembra esistano due versioni palesemente contrastanti, a tal punto che credere vera una via di mezzo mi sembra alquanto improbabile.

    Ti domando dunque, le quote che non sono entrate in kgr, di gazia, è possibile sapere che fine hanno fatto???

    Marco

    P.S.
    preciso che non sono l’ultimo arrivato, ma un fan della prima ora

  15. Gaetano Dentamaro Says:

    Egregio Bottone, annoto che il mio commento, spedito alle 22 ieri, non è stato pubblicato, mentre un commento successivo, di oggi 8 luglio, è già comparso. Censura? Non mi preoccupo. Il commento, così come le è stato spedito, l’ho già inviato alla lista dei soci WOW — sicché ogni socio potrà trarre le opportune e necessarie conclusioni, riflettendo anche sulla sua non pubblicazione.

    Naturalmente resta il fatto che non mi è consentito esporre la mia versione dei fatti, la versione di un socio fondatore e anzi, di “fondatore numero zero”. Unicuique suum, non prevalebunt.

    Cordialità.


    G.

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    Gaetano Dentamaro
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    +39 340-2417.728 – +39 338-3487.046
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  16. Gaetano Dentamaro Says:

    Ah! Dimenticavo di dirLe che anche il commento precedente, luglio 8, 2011 alle 4:15 pm, l’ho già inviato alla lista dei soci di WOW SpA; tanto per Sua informazione.


    G.

    • Cristiano Says:

      Egregio Gaetano, si rilassi, capisco che siate tutti tesi per la situazione, ma io non sono parte in causa, questa storia mi intressa come membro della razza umana, e mi interessa perché coinvolge tante persone che conosco e che stimo, e mi interessa perché è piuttosto paradigmatica rispetto alle difficoltà che abbiamo come umani a fare cose apparentemente semplici e ragionevoli. Credo ci sia tanto da imparare in questa vicenda e spunti per diventare tutti più saggi.

      • Gaetano Dentamaro Says:

        Egregio Bottone, è lo stesso Ippolito a chiamarla in causa, quando scrive “il nostro Cristiano, (…) pur volendo investire in KiteGen tramite WOW, mi chiedeva(…) ragioni e garanzie anche scritte di siffatto statuto, [di WOW]”.
        Si rilassi anche Lei (visto che è in vacanza non Le sarà difficile), lo statuto di WOW non ha nulla di “diabolico”, e comunque lo si trova in bella mostra sulla prima pagina del sito (wow.pe). In certe società che conosco io, i soci dimenticano persino di avercelo, uno statuto…
        Sono d’accordo con Lei che ci sia tanto da imparare in questa vicenda, sulla razza umana e sugli ampi margini di miglioramento della sua saggezza. Pensi che qualcuno qui ha addirittura parlato di candidatura al Premio Nobel…

      • Cristiano Says:

        Ah capisco, in effetti non avevo pensato a quel commento di Massimo. Per quel che posso capire io (e soprattutto per quel che vale quello che io posso capire) l’intera vicenda parte da molta buona fede di tutti gli attori, molta buona volontà e si mescola con la difficoltà reale di conciliare una serie di spinte e di tensioni non omogenee che si sono incanalate nel progetto WOW.

        Indipendentemente da come è andata, chi volesse investire oggi e legge lo statuto WOW si accorge che è inadatto alla gestione di una situazione come questa. Non dà sufficienti tutele a un’investitore etico, non soddisfa un investitore “classico”. Si poteva fare meglio? Probabilmente con la situazione esistente all’atto della costituzione di WOW no, con il seno di poi son capaci tutti… (però si può trarre insegnamento).

        Per mia curiosità e autoistruzione ho chiesto pareri ad amici (legali) e risulta evidente la difficoltà di trovare soluzioni tecniche davvero sicure per proteggere un investimento puramente etico (è il versante che più mi interessava personalmente). È un problema indubbiamente complesso e la legislazione nazionale non aiuta.

        La mia posizione personale poi (anche questo non credo che interessi molto, ma almeno così si sa…) è che tempo fa, prima che ci fossero “problemi” tra WOW e KGR mi fu offerto di acquistare quote WOW. In quel momento non avevo soldi disponibili e quindi non le ho prese. Subito dopo mi sono interessato meglio alla cosa parlandone con Ugo Bardi con Pietro Cambi e altri e mi sono reso conto di quanto importante potesse essere KiteGen.

        A quel punto ho capito che non aver preso azioni WOW era stata una fortuna e che non avrei voluto in alcun modo essere coinvolto economicamente nel progetto, in modo da poterne parlare con la massima libertà.

        Allo stesso modo sono stato recentemente contattato da Massimo e mi sono offerto di aiutarlo come potevo, ma gratis (pagando al limite l’attività di collaboratori che dovessero lavorare a “qualcosa”…, ma poi anche questo non è successo). La cosa che abbiamo convenuto è che sia comunque utile diffondere il “meme” dell’eolico d’alta quota, è un passaggio di resilienza che mi pare importante da perseguire, ecco perché l’intervista e altre attività di diffusione del concetto che faccio mentre faccio le altre cose che faccio sempre.

        Di tutta la vicenda mi affascina e mi intristisce la dinamica di conflitto che riesce a riemergere sempre e comunque. Mi sarebbe piaciuto molto tentare un’azione di mediazione e c’erano altri, esterni alla vicenda, interessati a questo. Siccome situazioni di questo tipo nascono continuamente, la cosa più interessante se vogliamo immaginare un futuro diverso è capire come se ne esce. Questa è la classica vicenda in cui il potere della “molla” risucchia ogni sforzo teso a cambiare il paradigma. Un caso studio estremamente interessante.

        Per quanto riguarda la ricerca di buoni e cattivi, beh, la cosa non mi affascina. In astratto mi piacerebbe che la vicenda trovasse una sorta di lieto fine (ho amici terremotati a L’Aquila che hanno investito in WOW, ho amici che hanno investito in modo totalmente etico, altri che hanno unito etica e speranza di profitto come forse la maggioranza degli investitori WOW, ecc…). Come accennava Massimo, ho conosciuto anche investitori potenziali che si sono fermati difronte all’attuale situazione.

        Ecco, forse così è più chiaro.

  17. troilo Says:

    Non c’è qualcuno che possa rispondere per wow?

  18. Pietro C. Says:

    Sono , per chi non lo sapesse, un socio di WOW.
    Mi dispiace ma quel che dice Massimo Ippolito è delirante. “WOW ha ricevuto una dotazione di 900.000 euro da KGR..”
    Scherziamo?
    E’ ovviamente vero il contrario!!
    E’ WOW, che ha raccolto i fondi di persone reali, come me, che ha versato oltre un milione e 200.000 euro a KGR.
    I miei soldi, se Massimo non fosse al delirio sono i miei soldi, non i suoi.
    I miei soldi, impegnati in WOW, RESTANO I MIEI SOLDI, non sono una dotazione di KGR, di cui Massimo ci fa grazioso dono.
    Mancando di rispetto a WOW, Massimo manca di rispetto a me ed a decine di altri ( ex) amici.
    In pratica WOW ha versato oltre l’85% di quanto raccolto, di cui CERTAMENTE una discreta percentuale per merito dei SUOI soci e della SUA attività, a KGR, trattendo l’ultimo 85% di fronte a richieste di trasparenza, impegno e serietà che sono state, ripetutamente, ritenute non accettabili da parte di KGR, che ha rotto i rapporti, chiedendo per riallacciarli le dimissioni del CDA di WOW.
    Ma su questi litigi non voglio parlare.
    Come sui calcoli del tutto deliranti secondo i quali WOW avrebbe apportato SOLO ( !!!) 250.000 euro e ne tratterebbe 800.000 ( FALSO!!!).
    E’ invece GRAVISSIMO, che, senza alcuna prova, Massimo ci accusi di raccogliere fondi millantando qualcosa.
    Nelle sue parole:
    “utilizzando principalmente KiteGen come prospettiva e promessa di investimento verso il pubblico”.
    Questo NON è.
    WOW a questo punto intende investire nell’eolico d’alta quota tout court, in tutti i modi e sfruttando tutte le opportunità che si presenteranno. Ovviamente resta il capitale fin qui investito che RIMANE un valore per la società, qualunque cosa possa pensare Massimo in merito. Sinceramente mi auguro che quanto investito in KGR (tamite WOW) possa essere valorizzato dal successo del kitegen e quanto investito in WOW in altre attività possa essere analogamente ben valorizzato e possa servire ad altri meritevoli progetti.
    Nota a margine: Con il senno del poi è stata un fortuna, la rottura dei rapporti tra i CDA WOW e KGR.
    SE WOW avesse investito la totalità dei capitali conferiti in KGR, NON trattenendo gli ultimi 150 k euro, peraltro per motivi non dipendenti dall propria volontà, considerando i gravi ritardi del progetto, che hanno determinato un fortissimo calo di interesse nell’ultimo anno, a quest’ora avrebbe già portato i libri in tribunale e/o si troverebbe in condizioni critiche.

  19. Stefano S Says:

    Pietro…

    Quello che dice Massimo non è affatto delirante… semplicemente ritiene che buona parte di chi ha investito in WOW non lo ha fatto per investire in una holding che guarda a 360 gradi su vari progetti, ma lo ha fatto perchè gli è stato passato il contatto dalla Kitegen Stessa!
    Kitegen ha detto: “Credete in noi e Volete Investire in Kitegen? il solo mezzo al momento è WOW, eccovi il contatto, rivolgetevi a loro e i vostri soldi verranno utilizzati per aiutarci”

    Per questo motivo, non credo sia giusto pensare che WOW abbia raccolto TUTTI i suoi soci e TUTTI i suoi fondi in quanto WOW, ma bisogna avere la maturità di riconoscere che li ha raccolti in quanto canale promosso da Kitegen Stessa!

    Che il mio piccolo investimento sia Dotazione di KGR o Meno poco mi interessa. Quello di cui sono convinto è che Massimo e KGR si ricorderanno di chi ha sostenuto sempre e solo il progetto Kitegen ,e di chi invece è partito sulla stessa strada e ora si ritrova a cavalcare un’altra avventura che seppur nobile ha che ha poco a che fare con il progetto iniziale.

  20. Dario Says:

    Anch’io sono socio WOW.
    Ho seguito da interno la vicenda tra WOW e KGR (società che detiene i brevetti kitegen) e proprio perché non sono un attore attivo come quelli cha hanno già commentato, posso forse contribuire in modo meno emotivo e più spassionato fornendo il mio personalissimo punto di vista.
    Il Kitegen è un progetto di grandi dimensioni portato avanti da pochi e bravissimi tecnici. Per Massimo Ippolito il carico di lavoro (e di responsabilità) non si ferma agli aspetti tecnici. In quanto “inventore” deve seguire e gestire anche molti altri aspetti, come la strategia di sviluppo, il mantenimento del segreto industriale e l’apporto delle risorse necessarie al progetto.
    L’avventura di WOW è iniziata come un gruppo di amici che volevano aiutare Massimo e in effetti l’hanno aiutato, comprando quote dalla società che detiene i brevetti del kitegen e permettendo
    il mantenimento delle risorse necessarie al proseguio del progetto. Dopo la prima spinta di entusiasti finanziatori, in WOW si è affermata l’idea di apportare nuove risorse finanziarie comprando anche le macchine kitegen una volta disponibili all’acquisto. Questa iniziativa non è stata vista bene da Massimo, che ha visto snaturato il ruolo di WOW.
    Da qui sono nate una serie di incomprensioni e discussioni che hanno portato all’attuale (e spero temporaneo) irrigidimento dei rapporti.
    Non credo che siano da recriminare completamente le posizioni né di WOW né di KGR. Mi sembra che tutti vogliano la stessa cosa: creare tanta energia pulita dal vento d’alta quota.
    Dove divergono gli intenti è solo su quale strada sia meglio prendere.
    E’ ancora possibile che alla fine si scelga tutti la stessa strada.

    Dario F.

  21. Dario Tamburrano Says:

    Giusto per esprimere la mia opinione: la buona fede di Cristiano non è minimamente da mettere in dubbio! State certi che non è tipo da censurare nulla…

    Sul resto… le pubbliche affermazioni dichiaratamente false in merito agli assetti societari si commentano da sole (e credo siano peraltro perseguibili in sede legale) e qui chiudo la querelle da parte mia in questo spazio dato che chi voleva farsi un’idea sui soggetti coinvolti credo ne abbia avuto modo.

  22. Mario Says:

    Che peccato!
    Questa è proprio una storia italiana…un’idea geniale, grandi capacità tecnico-scientifiche, passione…e poi il passaggio alla realtà è rallentato da aspetti economico-societari-politici-ambientali. L’equazione è buona: le condizioni al contorno meno, vedremo la soluzione!

    Sono un ricercatore nel campo dei materiali avanzati e seguo con curiosità il progetto: ciò che secondo me insospettisce di più è il continuare a postporre l’accensione della macchina.

    I ritardi sono dovuti a problemi tecnico-scientifici o finanziari?

    • Cristiano Says:

      Bah.. il mio parere da profano è che semplicemente ci sono un milione di cose da fare e sono in troppo pochi a farle. Dopo aver visitato il cantiere e sentito la storia in realtà mi stupisco che abbiano potuto arrivare fino qui… è già una specie di miracolo. Come dico sempre allo stesso Massimo, è arrivato fino qui solo perché è “matto”, chiunque altro avrebbe mollato molto prima.

      Poi ci sono alcuni cani che si mordono la coda, per andare in fretta ci vorrebbe gente molto in gamba a sviluppare punti chiave del lavoro, ma la gente molto in gamba è già al lavoro, profumatamente pagata altrove… insomma, gli aspetti economici hanno un bel peso in queste cose.

  23. Kite Wind / KiWiGen (generatore eolico alimentato dal movimento di aquiloni): QUI TUTTE LE DOMANDE E DUBBI - Pagina 19 Says:

    […] lunga storia E qui Vi racconto una storia sul vento � Io e la Transizione alcuni paragrafi di come e qualmente dei quattrini sono andati avanti e indietro e non si sa che […]

  24. Andrea Says:

    Salve a tutti,
    da quello che si leggeva qui:
    http://aspoitalia.blogspot.com/2011_08_01_archive.html

    pare che da due settimane a questa parte (dal 22 settembre) ci sia il permesso a fare test di volo fino a 500m.

    Qualcuno ha delle notizie sulla riuscita di questi test?

  25. renato Says:

    Già, hanno il permesso di volare.
    Volano?
    Producono energia?
    Quanta?

  26. Cimpy Says:

    duemila e quattordici, luglio. A me pare che qyuesta storia degli aquiloni non abbia creato molti MW (per non parlare dei GigaWatt promessi). Qualcuno può smentirmi?

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