Tutto come previsto

Questo post è pieno di brutte notizie, almeno nella prima parte, però poi finisce bene, quindi, nel caso, saltate direttamente il resto e cominciate a leggere dal titolo Good News.

IL PICCO DEL DEBITO

Ve lo ricordate? Ne parlo nel Transition Talk e ne scrivo abbastanza spesso come uno dei primi mattoni pesanti che potrebbero cascarci in testa in tempi brevi. Beh… diciamo che non sembra avere intenzione di farci aspettare ancora molto. Tamponate le falle della Grecia, ora è l’Irlanda che fa acqua, ma ovviamente ci sono Portogallo, Spagna, Italia ecc. pronte a unirsi all’allegro naufragio. Probabilmente lo faranno, sappiamo bene che stiamo giocando a tirare una coperta troppo corta, più propriamente immaginatevi di dover coprire un letto matrimoniale con un fazzoletto da naso e avrete meglio il senso delle proporzioni. Ah… un fazzoletto da naso che continua a restringersi.

Così si comincia a parlare sempre più seriamente di default. Il default è quella cosa che assomiglia a quando dai un calcio al castello di sabbia che si rifiuta di stare su perché ti sei stancato di giocare. Nel nostro caso il castello è l’economia, ma dentro a quella economia abitiamo tutti noi, quindi un default non è una prospettiva particolarmente piacevole…

Continuo a raccomandarvi le contromisure e suggerisco di lavorare sullo SCEC meglio che si può per dare fiato alle economie locali e avere maggiori margini di manovra per cambiare direzione.

 

MA LA CRESCITA RIPRENDERA’

O almeno questo è quello che continuano a dire, in verità sempre più debolmente, gli economisti e gli uomini di stato. Sono puntualmente smentiti dai fatti e ogni mattina ci svegliamo “sorprendendoci” (a sto punto sai che sorpresa) che il PIL non è proprio come avevamo immaginato che fosse.

Intanto la IEA ci racconta di essersi accorta ad un tratto che il Picco del Petrolio convenzionale è stato nel 2006, ma che per il futuro… figuratevi, tutto bene… il grafico parapsicologico di come faremo ve l’ho già fatto vedere qui e non ci torno sopra. Gli esperti di TOD stanno squartando il rapporto WEO 2010, ma non mi pare emerga nulla di significativo. Se volete c’è un nuovo documento della Industry Taskforce on Peak Oil & Energy Security inglese (si perché là gli industriali ci pensano… qui da noi nemmno sanno che esista il problema). Però dai, niente di nuovo. Tutto come previsto.

Certo contiamo sulla Cina, e sull’India, e sui vari felini asiatici che traineranno la ripresa. Solo che loro non lo sanno, e la Cina boccheggia per scarsità di gasolio, provocata da scarsità di energia elettrica, provocata da eccesso di CO2 in atmosfera. Una comica… leggetevi l’articolo che vale la pena (in italiano un sunto da Debora).

GOOD NEWS

Insomma l’ho detto, va tutto come previsto. Ma quello che ho visto in Galles mi ha dato una carica pazzesca e mi fa pensare che siamo piuttosto vicini a un Punto di Svolta. Ero in compagnia di persone provenienti da 12 stati diversi dell’Unione e pare evidente che la situazione sia insostenibile ovunque. Allo stesso modo però, mi pare di cogliere un bel risveglio.

Ho avuto modo di incontrare brevemente Paul Allen uno degli autori di Zero Carbon Britain 2030 e di sentire quello che si sta organizzando in Inghilterra, ma anche in Danimarca, in Germania. Cominciano a sorgere controproposte davvero serie e strutturate che arrivano direttamente da alleanze tra scienziati, pensatori e società civile: davvero eccitante.

Poi ero lì al CAT in un edificio enorme che con sei gradi all’esterno ne aveva 18 all’interno senza il riscaldamento. È fatto di fango e scarti di canapa, di creta e legno lamellare, comodo e meraviglioso, piacevole, così leggero per il mondo e amichevole per chi lo abita.

Insomma, il confine tra un futuro drammatico e uno piuttosto piacevole sta solo qui, nella scatola cranica di noi scimmie dalla testa grossa. Oltre tutto appare sempre più chiaro che fare quel che serve per ottenerlo è infinitamente più semplice che tentare di tenere a galla questo simpatico Titanic che ci siamo costruiti attorno.

Ho il sospetto che alla fine, ci toccherà per forza fare un grande passo evolutivo finendo a vivere molto meglio, non servirà nemmeno scegliere… Il fatto è che anche per fare stupidaggini servono un sacco di risorse e non ci sono più, ci toccherà fare cose meravigliose.

He, he, he, ironico, ma confortante.

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Una Risposta to “Tutto come previsto”

  1. Good News… o quasi :-) « San Lazzaro Citta' di Transizione Says:

    […] Buone notizie…. […]

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