Il risveglio dei media: Piero Angela

Quando anche Piero Angela si decide a scrivere un libro sul picco del petrolio, ve lo assicuro, vuol dire che i dati sono così incontrovertibili che non si possono davvero più ignorare.

Il Piero nazionale è uomo profondamente radicato nel sistema e se si mette a parlare di energia in questo modo una ragione c’è: non si può proprio più stare zitti.

Ecco un piccolo estratto da un’intervista rilasciata in esclusiva al sito Enel.it:

In conclusione, dunque, come vede il futuro energetico Piero Angela? Cosa dobbiamo fare ora, subito, per poter sperare in un mondo migliore?

«Ovviamente non ho certezze da dare, anche perché ho imparato che le situazioni si evolvono velocemente e in modo imprevedibile. Quello che è certo, però, è che dobbiamo cambiare rotta.Personalmente direi che non esiste una soluzione univoca: occorre azionare ogni leva disponibile. Innanzi tutto spingere fortemente sull’efficienza energetica e sul risparmio. Poi sviluppare tutte le possibili risorse locali (eolico, fotovoltaico, solare termico, biomasse eccetera) impegnandosi anche nella ricerca per migliorare queste tecnologie, che possono dare un contributo molto utile, ma che non risolvono i problemi, perché la quantità di energia che riescono a produrre non è in grado di soddisfare i bisogni di una società industriale. Occorre quindi usare meglio le fonti tradizionali, in attesa di energie di nuovo tipo (anche se la tanto desiderata fusione nucleare sembra ancora molto lontana).

Fino qui un inquadramento ragionevole della realtà, poi qualche ragionamento molto standard con pugnalata alle spalle a Pallante:

Ovviamente si può anche decidere che il modello da seguire sia quello della “decrescita”, del monastero, per così dire. Ma se si vuole mantenere lo sviluppo, se si vuole portare maggior benessere anche alle popolazioni dei Paesi più poveri, allora il problema va affrontato utilizzando più cultura, più scienza, più tecnologia. E più ricerca, da cui possono scaturire soluzioni impreviste, innovative.

Ed ecco un primo prevedibile assist all’establishment, dopo tutto siamo sul sito di Enel, ma devo dire abbastanza equilibrato visto che sa bene che stiamo parlando di una tecnologia totalmente sperimentale che quasi non esiste:

Per esempio, per quanto riguarda il carbone, sono in corso esperimenti per filtrare in maniera estremamente efficace i fumi nocivi; non solo, ma anche per “sequestrare” l’anidride carbonica, confinandola in depositi sotterranei, in modo che non contribuisca all’effetto serra. Vedremo se sarà una strada praticabile.
Certo i costi aumenteranno, perché il sistema perde di efficienza, ma, appunto, bisogna fare delle scelte e decidere cosa si vuole.

E qui invece temo che si tratti di puro lavoro d’ufficio, un vero peccato:

Anche la tecnologia nucleare ha mostrato di essere sufficientemente sicura (Chernobyl è stata una follia solitaria); come sempre, i problemi posti dall’energia nucleare (le scorie radioattive) vanno collocati in un quadro di insieme, valutando anche i vantaggi: in particolare il fatto che non si tratta di una energia inquinante per l’atmosfera, visti i rischi, invece, molto gravi per il clima che creano oggi i combustibili fossili».

Tutta l’intervista la trovate qui. Il libro non l’ho letto, ma lo leggerò appena possibile. In ogni caso una cosa è certa, se ne parla già anche lui vuol dire che siamo parecchio nei guai.

2 Risposte to “Il risveglio dei media: Piero Angela”

  1. Daniel Says:

    E’ senz’altro notevole che persino Piero Angela realizzi certe cose.
    Ma quando cita la decrescita dimostra di non sapere di ciò che parla. “Ovviamente si può anche decidere che il modello da seguire sia quello della “decrescita”, del monastero, per così dire. Ma se si vuole mantenere lo sviluppo, se si vuole portare maggior benessere anche alle popolazioni dei Paesi più poveri, allora il problema va affrontato utilizzando più cultura, più scienza, più tecnologia. E più ricerca, da cui possono scaturire soluzioni impreviste, innovative.”
    1) il modello della decrescita (almeno nella versione di Pallante) non ha niente a che vedere con i monasteri. Prevede molta più cultura, tecnologia e scienza dei vari modelli sviluppisti
    2) se i paesi poveri sono poveri è proprio a causa del nostro fantastico sviluppo. Se vogliamo che ci sia più benessere l’unica via è quella della decrescita felice e delle transition town.

  2. Marco Says:

    Piero Angela membro del CICAP – Comitato Italiano per il Controllo delle Affermazioni sul Paranormale?

    La scienza è scienza. Ma il “nostro” non può certo allontanarsi molto dal main stream… spesso mi trovo a pensare che con le conoscenze di oggi potremmo vivere una società senza petrolio in modo molto soddisfacente… altro che anno mille e tempi bui…😉

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