A Casalecchio uno strano fenomeno

MA PARTIAMO DA CARPI

In realtà vorrei cominciare parlando del Transition Day fatto a Carpi  domenica 22 novembre. È stata una bella giornata, anche se in realtà stavo “covando” un po’ d’influenza e quindi non ero in gran forma. Il posto era molto adatto, caldo e informale. Francesco, Annalisa, Laura e gli altri che hanno organizzato la cosa sono stati bravissimi e molto efficienti.

Durante il tTalk credo di aver fatto un po’ arrabbiare gli ingegneri presenti, mi pare di aver capito che fossero tre, con le mie dissertazioni sui limiti del metodo scientifico, ma direi che mi hanno anche perdonato (almeno spero).

Come sempre ho incontrato persone nuove, attente e interessate e dopo il tTalk abbiamo mangiato e fatto parecchie chiacchiere sulla transizione, gli orti, i figli e tante altre cosette tra il serio e il faceto. Grazie a tutti dell’ospitalità e dell’attenzione e commentate qui se volete aggiungere qualcosa.

E ORA CASALECCHIO

La cosa davvero strana successa ieri, e che non mi era mai capitata fino ad oggi, è che alla fine del tTalk tutti sono rimasti seduti nelle loro sedie, zitti e immobili. Il mio primo pensiero è stato: stanno tutti dormendo, sta sera è andata male, sono stato noioso. Però era evidente che erano tutti svegli, eppure stavano lì immobili, senza fare domande e senza accennare ad andare a casa. Che segnale è?

Non lo so, non ho capito. Ieri ho fatto una nuova variante alla presentazione rimontando in un ordine completamente diverso tutta la seconda parte. Sarà stato questo? Mah? Rimarrà un mistero.

Per spezzare questa specie di incantesimo ho fatto notare a tutti quello che stava succedendo e a quel punto sono partite le solite domande, insomma il blocco si è risolto. Poi il custode ci ha gentilmente invitati a uscire perché stava per entrare in funzione l’allarme e la serata è finita così, con promesse fugaci di altri tTalk (Budrio, Parco Talon, Bologna) e qualche nuovo iscritto al Transition Training di Gennaio.

Strano, ma interessante.

Un grazie particolare a Beatrice Grasselli, assessore all’ambiente del Comune di Casalecchio che ha organizzato l’incontro.

5 Risposte to “A Casalecchio uno strano fenomeno”

  1. Weissbach Says:

    Grazie a te, Cristiano.
    Ieri sera ero in consiglio comunale a Carpi.
    C’era Luca Lombroso e si parlava di cambiamenti climatici.
    Non si è parlato di petrolio.
    L’impressione è che nessuno fosse pronto per sentire certi discorsi.
    Evidentemente anche Luca ha percepito la cosa e ha ritenuto opportuno attenersi al suo mandato di meteoclimatologo.
    Venendo a noi: gli ingegneri non se la sono certo presa!
    Però io sono molto intrigato dall’articolo che citavi.
    Se sai come rintracciarlo fammi un fischio…

  2. Cristiano Says:

    Sai che l’ho anche cercato perché te lo volevo girare, ma non lo trovo nemmeno on-line. Se mai avrò tempo lo cerco con calma, spero di non aver già messo la rivista nella carta da riciclare… comunque sono sicuro che c’era anche sul sito USA.

  3. tDalk di Schignano: una piacevole passeggiata « Io e la Transizione Says:

    […] curiosa: ho scoperto anche la ragione dello strano effetto paralizzante sperimentato a Casalecchio, non succederà […]

  4. gianni Paganelli Says:

    Salve, sono il rappresentante (non il custode) dell’associazione, Percorsi di Pace, che il 2 dicembre ha ospitato l’incontro presso la Casa per la pace di Casalecchio. Premesso che l’argomento trattato mi ha molto interessato (anche perchè su alcuni aspetti stiamo lavorando da tempo) e degli appunti presi ho già cominciato a parlarne in seno all’associazione, per vedere quali possibili sviluppi possiamo programmare per il futuro, mi permetto alcune considerazioni sullo “strano fenomeno” del silenzio dopo la relazione. Non penso sinceramente che il silenzio fosse da addebitare a smarrimento da grande impreparazione sull’argomento da parte dei presenti che, per quelli che conoscevo di vista, mi sono sembrati “consueti” sul tema in generale. Penso piuttosto che il silenzio “da riflessione” sia stato indispensabile dopo 2 ore di esauriente e forse troppo completa esposizione, sopratutto nella prima parte.
    La nostra esperienza di “conferenze settimanali” ci ha fatto osservare che le “introduzioni” più efficaci sono quelle che sollecitano le domande (anche mediante una voluta e mirata incompletezza) piuttosto che quelle esaurienti ma “lunghe”. Ritengo ciò importante anche perchè riteniamo utile, anche per il “ben vivere”, mantenere una “regola” sull’inizio e la fine degli incontri e quindi sugli orari. Da qui anche la decisione di impostare l’orario “dell’allarme” in modo fisso e rigido.
    Concludendo queste mie osservazioni che, tengo a precisare, non vogliono assolutamente essere una critica alla serata che mi è molto piaciuta e che, se c’è la vostra disponibilità, vorrei ripetere magari su aspetti particolari, tenuto conto anche che stiamo attivando gruppi d’interesse e di approfondimento su “l’altra via e i possibili nuovi modelli sociali”, vi faccio i migliori auguri per le prossime festività.
    Cordiali saluti Gianni Paganelli

    • Cristiano Says:

      Grazie Gianni per le utili precisazioni (scusa per il custode, ma non avevo ben capito i vari ruoli, questo senza nulla eccepire sui custodi ovviamente). Hai sicuramente ragione sulla lunghezza, bisognerebbe riuscire a farla più corta (infatti cerco di non farla di sera quando posso), ma quando ho provato l’effetto è stato completamente differente. Senza una prima parte “pesante”, la seconda non si capisce. Sono arrivato alla soluzione attuale per gradi e al momento è quella che sembra funzionare meglio. Il dilemma comunque mi perseguita, anche se si sta pian piano risolvendo da solo via via che i vari problemi diventano conclamati e pubblici. Per quanto riguarda il silenzio invece, credo di avere scoperto esattamente cosa è successo, perché questo tipo di esposizione l’ho già fatta tante volte e non era mai capitato, ma è risuccesso (in forma più lieve) in quella successiva e allora ho capito dove sta il problema (ed è un problema mio ovviamente). Nella prossima riprovo e ti saprò dire. Auguri anche a te…

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