Io, Aspo e la Transizione

Ugo Bardi è la prima persona che ho cercato quando ho scoperto che il mondo aveva qualche problema con il petrolio. Ci siamo conosciuti prima del Picco, proprio ad Alcatraz dove lo avevo invitato al primo incontro che ho organizzato sul tema delle Città di Transizione.

A Ugo il posto è piacuto e così lo scorso week end ha organizzato proprio lì un incontro informale di aspisti. Io mi sono subito infiltrato per andare a vedere che aria tira nel loro ambiente ora che il Picco del Petrolio sembra definitivamente alle spalle.

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Alla fine sono convenuti sulle colline di Gubbio 50 peakoilers provenienti da mezzo mondo e hanno passato tutto il tempo chiusi nella sala didattica a parlare di petrolio, energia, risorse, dimostrando una passione e una dedizione davvero impressionanti.

Io ho seguito i lavori solo parzialmente, devo confessare di essermi perso in divertenti conversazioni fiume con Jacopo, e quindi non posso darvi un resoconto completo. Mi limito a evidenziare due cose che mi hanno colpito molto.

I LIMITI DELLO SVILUPPO

Se mai ce ne fosse bisogno, questa è stata un’ulteriore occasione di addentrarsi nella cruda realtà dei limiti dello sviluppo. Sono rimasto abbastanza impressionato dalla presentazione di  André Diederen (TNO Olanda) che ha elaborato molti dati sull’attuale e futura capacità di rifornire il “sistema” di metalli e minerali (potete leggere qui in inglese parte del suo lavoro).

I dati anche in questo caso fanno pensare, con un ritmo di crescita del 2% (in realtà anche ora che siamo in crisi nera cresciamo più velocemente), la maggior parte dei minerali e dei metalli fondamentali a far funzionare il mondo industrializzato saranno esauriti o non più estraibili (perché i costi di estrazione diverranno proibitivi) entro pochi anni.

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In più è prevedibile un circuito retroattivo che farà sì che più l’energia diventa scarsa e preziosa più diviene difficile estrarre le materie prime. E meno materie prime sono disponibili più diventa difficile la produzione dell’energia (anche di quella rinnovabile).

Insomma, da qualunque angolo si guardi questo nostro modo, ci si accorge che siamo messi davvero abbiamo problemi immensi da risolvere.

I DUBBI DELL’IMPERATORE

Ugo invece ha fatto un bell’intervento sulla caduta dell’Impero Romano concludendolo con una domanda provocatoria ed efficace. Al momento del crollo l’Imperatore non aveva consapevolezza di quello che stava per succedere (così si deduce dai documenti del tempo), ma se fossimo stati là e avessimo potuto avvertirlo e suggerirgli qualcosa, cosa gli avremmo detto?

Io sono stato molto felice di questo approccio, perché mi sembrava un vero passo avanti, uno scatto strategico nella logica di visione che Ugo stava proponendo. L’ho letto come un “abbiamo passato anni a dire che arrivava la bufera, ora la bufera è qui, dobbiamo aiutare a ridurre i danni, a trovare una via d’uscita, tiriamo fuori le idee”. In realtà non so se questa fosse la sua intenzione, ma io l’ho letta in questo modo.

Eppure è successa una cosa strana. Ognuno nella platea ha buttato là la sua soluzione poco convinta e dopo poco si è accesa una appassionata discussione per decidere se l’Impero Romano fosse un modello adatto da prendere in considerazione, se fosse veramente equiparabile alla situazione attuale, se si potessero considerare i parametri in modo adeguato…

Come osservatore esterno mi aspettavo qualcosa di diverso, ma forse è giusto così, forse questa è la loro vocazione analitica, non so.

COMUNQUE UN BELL’INCONTRO

In ogni caso è stata una bella occasione per conoscere persone davvero interessanti e allacciare nuovi contatti. Ho fatto una videointervista a Tufic El Asmar sul suo progetto RAMSES, conosciuto Andrea Fanelli e molti altri aspisti.

JACOPO E LA CASA ARCOBALENO

Ne ho approfittato anche per girare un microdocumentario sulla casa “ecologica” che Jacopo sta costruendo, appena ho un attimo (lo so lo dico sempre poi non lo faccio mai), cerco di montare il video e di metterlo on line.

Grazie a Jacopo dell’ospitalità e a tutti quelli che ho conosciuto (e a Ugo che mi ha premesso di fare l’infiltrato).

2 Risposte to “Io, Aspo e la Transizione”

  1. zio Says:

    Bellissima frase :

    In più è prevedibile un circuito retroattivo che farà sì che più l’energia diventa scarsa e preziosa più diviene difficile estrarre le materie prime. E meno materie prime sono disponibili più diventa difficile la produzione dell’energia (anche di quella rinnovabile).

  2. Glauco Says:

    posta anche il resoconto delle CONVERSAZIONI FIUME con Jacopo😀

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