Impressioni da Perugia e Firenze

A Perugia tutto è andato molto liscio grazie al meticoloso lavoro di Deborah e Ale che si stanno impegnando davvero molto perché qualcosa possa succedere da quelle parti. Avevano perfino preparato con le loro sante manine tanti spuntini biologici da servire durante la serata e previsto un regalo di benvenuto per me.

PERUGIA

Al Macadam non c’era il pienone e per una buona mezz’ora Deborah ha sofferto di panico da audience. È una sensazione sgradevole che attanaglia chi organizza un evento e si accorge che non sta arrivando “abbastanza gente”.

Prego ancora una volta tutti quanti di “pensare diverso” e smetterla di preoccuparsi dei numeri per concentrarsi sulla qualità. Quand’è che c’è abbastanza gente? Quando la sala è piena? Quando quelli che avevano promesso di venire sono finalmente arrivati tutti?

Io ho smesso di chiedermelo e sinceramente non mi interessa molto. Preferisco prendere in prestito la filosofia del metodo Open Space e pensare che “chi c’è è quello giusto” e cercare di trasmettere a chi c’è tutto quello che mi sembra importante trasmettere. Il resto, come dice il poeta, lo scopriremo solo vivendo.

Una cosa è sicura, Perugia è una città in cui la Transizione potrebbe essere relativamente semplice e felice. C’è tanta meravigliosa campagna tutto attorno e la cementificazione selvaggia mi pare sia stata in qualche modo contenuta. Vedremo che succederà…

In ogni caso, anche questa volta abbiamo fatto le 2 di notte. I commenti di chi era presente sono come sempre assolutamente benvenuti.

TERRA FUTURA

L’impatto con Terra Futura è stato invece meno gradevole. È stato bello incontrare lì tante persone che in questi mesi hanno preziosamente contribuito alle attività di Transizione, ma la manifestazione mi è sembrata uno strano ibrido in cui coesistevano tensioni disarmoniche tra punte di eccellenza ed eco-fuffa.Tutto sommato uno specchio dei tempi, non dovrei lamentarmene.

In ogni caso mi sono rifugiato nello stand di Terranauta dove Daniel mi ha dato asilo politico fino al momento della presentazione del libro di Rob Hopkins. Nel frattempo Ellen confermava le sue doti di donna bionica sfarfallando tra seminari e conferenze senza fermarsi un secondo.

Alla presentazione ancora una volta c’era chi doveva esserci, compreso un inatteso Gianluigi Salvador (WWF – Decrescita) che si è fermato ad ascoltarci.

Ogni volta che si cerca di raccontare il movimento di Transizione in tempi brevi si corre il rischio di lasciare chi ascolta con una grande sensazione di impalpabilità. Spesso dico che la Transizione è un po’ come l’amore, te lo possono raccontare mille volte, ma fino a che non lo sperimenti sarà difficile capire davvero di cosa si tratta.

Mi pare però che in questo caso siamo riusciti in un tempo molto breve a dare una visione complessiva e anche alcuni esempi concreti di come il processo funziona e dei risultati che si producono all’interno delle comunità. Se qualcuno dei presenti volesse commentare questo post per farci sapere cosa gli è rimasto sarebbe un vero piacere (oltre che molto utile).

Sulle date di uscita del libro non ci sono novità, dovrebbe essere disponibile da ottobre 2009, in caso di aggiornamenti ci faranno sapere.

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