Recensioni: Terra Madre

Deborah mi ha mandato le sue considerazioni sull’ultimo film di Ermanno Olmi. Io non l’ho visto e quindi non saprei come esprimermi al riguardo, se qualcuno è in grado di aggiungere qualcosa può tranquillamente usare i commenti.

Ieri sera io e Alessandro siamo andati al cinema a vedere Terra Madre, il docu/film di Ermanno Olmi sull’assemblea di produttori che si e’ svolta a Torino. Ci aspettavamo qualcosa di bello, di molto bello, di incoraggiante e ispirante. Le prime scene non ci tradiscono – il footage preso all’assemblea e’ una girandola di costumi tradizionali, di bei volti multicolore e di discorsi pieni di passione. Vandana Shiva si scaglia contro la Monsanto e un incredibile ragazzino americano (mi viene da dire “generazione Obama”) riesce in pochissime parole a infiammare i cuori con il racconto della contagiosita’ del suo “progetto germoglio” (ovvero l’orto a scuola): “E poi, una scuola a Nord di noi… una scuola a Sud di noi…. una a 500 km di distanza…. una sull’altra costa, a 5.000 km… e una in Africa, dall’altra parte dell’Oceano, ci hanno chiesto aiuto per fare lo stesso progetto. E cosi’ sono qui per dire alle generazioni che mi hanno preceduto: ci siamo arrivati.” 

Meno male che ci sono arrivati loro, perchè il resto del film sembra un lungo tributo al fatto che qui, in Italia, invece, proprio non abbiamo capito. Per motivi misteriosi viene data la parola a un economista che dice solo che “non è d’accordo” che nel piccolo si produca in maniera più efficente, senza nessuna spiegazione e senza che a nessuno sia data possibilità di ribattere. Poi comincia una lunga serie di cambiamenti di stile e di incoerenze: il messaggio dell’assemblea, di solidarietà e comunicazione, si perde nella storia di un vecchio contadino morto nel 2004 dopo essersi isolato dalla civiltà per tutta la vita. Vandana Shiva, su una domanda di uno dei personaggi SlowFoodiani che la circondano, risponde che per presentare un nuovo stile di vita basato sulla riduzione dei consumi all’occidente bisogna: “non presentarlo come una perdita ma come un arricchimento” – peccato che glielo facciano dire in una vecchia cascina cadente, circondata da tutto ciò che è per noi simbolicamente elemento di povertà (gli zoccoli, i vestiti stracciati…).

Il messaggio di quel ragazzo, che parla di scuola, comunità e del tipo di “ambientalismo 2.0”, se permettete il termine, con cui è familiare la Transizione, si perde nelle scene di un vecchio contadino che fa fascine immerso nella nebbia dei tempi. Il messaggio di Vandana Shiva, che vediamo impegnata con un gruppo di donne a salvare semi e coltivare la biodiversità, si stempera nella visione idealizzata e bucolica della vita di un vecchio contadino che in semi-oscurità sceglie i fagioli da mettere in vasetti Bormioli con le etichette fatte probabilmente da suo nonno. (Ed è mostrato dal montaggio mentre raccoglie amarene, albicocche, cachi e finocchi tutto insieme!!! Io sono scoppiata a ridere in sala) I contadini, peraltro, in questo film sui contadini non parlano mai – tutti muti. Sembra che secondo Olmi non abbiano nulla da insegnare se non la bellezza della nostalgia. I coltivatori italiani sono, dice il film, isolati, completamente pre-tecnologici e utili solo a loro stessi. Tremo al pensiero che il messaggio del film sia: coltivare la terra è roba da matti, lasciatelo fare a noi di Slow Food.

Deborah

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2 Risposte to “Recensioni: Terra Madre”

  1. Weissbach » Terra Madre: C.V.D.? Says:

    […] essere sicuro che questa recensione di Terra Madre (che non mi racconta nulla di inaspettato) sia verosimile, dovrei andarlo a […]

  2. Notizie dai blog su TERRA MADRE: Apericena e proiezione film Says:

    […] Recensioni: Terra Madre Deborah mi ha mandato le sue considerazioni sull’ultimo film di Ermanno Olmi. Io non l’ho visto e quindi non saprei come esprimermi al riguardo, se qualcuno è in grado di aggiungere qualcosa può tranquillamente usare i commenti. Ieri sera io e Alessandro siamo andati al cinema a vedere Terra Madre, il docu/film di Ermanno Olmi sull’assemblea blog: Io e la transizione | leggi l'articolo […]

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