Appello: torinesi cercansi

A Torino qualcosa si muove. Forse perché nella regione c’è ora una forte propensione alle problematiche della sostenibilità, forse semplicemente perché, un po’ ovunque, ci sono persone che hanno voglia di reagire alla valanga di problemi che ci stanno cascando addosso.

Faccio quindi appello a tutti i torinesi che stanno pensando a qualche forma di transizione a ritrovarsi e cominciare a parlarne. Vi segnalo un paio di persone a cui fare riferimento in zona:

Davide Bassignana
davide.bassignana [at] gmail.com

Gabriele Grimoldi
grimwald.g [at] gmail.com

Inoltre usate i commenti a questo post per “manifestarvi” ed entrare in contatto tra voi. Se poi avete bisogno di me o di Ellen per fare un incontro introduttivo sentiamoci.

Buon Natale a tutti.

4 Risposte to “Appello: torinesi cercansi”

  1. gabriele Says:

    Innanzitutto un enorme GRAZIE a Cristiano per questo spazio,
    per questi piccolo sasso nello stagno.
    Siccome sono un essere umano e non solo un indirizzo e-mail
    mi racconto un po’.
    Ho 63 anni e sono in pensione.
    Vivo a Torino da pochi anni.
    Non conosco molto la città e i suoi abitanti.
    Le tematiche ecologiche mi hanno sempre interessato.
    Fondamentale la lettura de “I limiti dello sviluppo”.
    Drammatiche le conclusioni:non è possibile una crescita
    continua in un mondo finito.
    Eppure sentiamo ripetere da tutti il solito ritornello:
    “dobbiamo crescere”.
    Da un po’ di tempo ho conosciuto ASPO-Italia
    e i luoghi virtuali ad essa collegati: le liste
    *petrolio* e *nuove tecnologie energetiche*;
    i blog *petrolio* e *crisis*;il forum *crisis*.
    In questi luoghi si parla di *picco del petrolio*
    e delle sue conseguenze.
    [piccola precisazione:il picco di una qualsiasi risorsa
    è il momento (l’anno) in cui si ha la massima estrazione
    di quella risorsa;da quel momento in poi la produzione di quella
    risorsa continuerà a diminuire]
    Le problematiche sono chiare,ma la frustrazione interviene quando
    non si individuano le soluzioni.
    La mia *illuminazione* è avvenuta incontrando la *transizione*.
    Ho visto una possibilità in *un gentile avvertimento*:
    se aspettiamo i governi, sarà troppo poco e troppo tardi
    se agiamo individualmente, sarà troppo poco
    ma se agiamo come comunità, potrebbe essere quanto basta e giusto in tempo.

    Penso che la strada sia questa:formare una comunità di persone
    *preoccupate* per queste problematiche,ma anche desiderose
    di agire,di fare qualcosa.

    …se non ora…quando?

    tanti auguri a tutti

    gabriele

  2. Benedetta Says:

    Ciao!Mi chiamo Benedetta, ho letto la tua mail gentilmente girata a noi da Clara (turin_gas) e con un po’ di timidezza mi avvicino a te e alla tematica. Timidezza e timore perchè, in un periodo esistenziale carico di incertezza e di pessimismo, a volte mi ritrovo schiava di un’immobilismo più o meno forzato. Ho 26 anni, mi sono laureata un anno fa e mi sto specializzando. La mia vita è quindi in un momento di estrema fragilità, sia pratica che teorica. Sto cercando di capire in che modo conciliare il mio percorso personale con quello di un mondo che ha bisogno di scelte critiche e impellenti. Sola mi lascio prendere dal panico da qualcosa che sembra più grande di me, ma forse insieme…

  3. Cristiano Says:

    Ciao Benedetta, il punto è proprio questo, abbiamo bisogno di una comunità per affrontare il futuro, da soli è troppo difficile. Il problema è che le “comunità” sono state fatte a pezzi dal sistema di mercato, quindi dobbiamo ricostruirle.

    È un processo emozionante, divertente, che all’improvviso ti riempie di energia e di ottimismo, quindi buttati. Cerca vicino a te, le persone nella tua stessa condizione sono tantissime e hanno la stessa voglia che hai tu di uscirne. Il movimento di Transizione è una grande macchina di ricostruzione di massa, trova il tuo posto e divertiti.

    Questa volta potrebbe finire che facciamo un mondo bellissimo…

  4. gabriele Says:

    Ciao Benedetta!
    le tue parole sono musica per le mie orecchie.
    Significano che c’è speranza!
    Significano che c’è qualcun altro che vuole cambiare questo disastrato mondo.
    Anche un’altra persona mi ha contattato:forse ce la facciamo a formare
    un piccolo gruppo che inizi a ragionare su questo tema.
    Dovresti,per cortesia,contattarmi via e-mail:non possiamo certo usare questo blog per cominciare a conoscerci,anche se Cristiano,ne sono certo,ci potrà dare tutto l’aiuto necessario.
    Ciao e… a presto!

    gabriele
    grimwald.g(at)gmail.com

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