Forza aquilotte…

laquila

A L’Aquila la Transizione è donna. A parte Gabriella Liberatore che mi ha coccolato maternamente tutto il tempo (grazie della bellissima ospitalità) anche il resto del Gruppo Guida è femminile, intensamente coinvolto e decisamente determinato (in realtà un uomo c’è, ma sospetto che in mezzo a cotante compagne dovrà muoversi con circospezione😉.

Al’Incontro di ieri sera sono arrivate una settantina di persone, più di quelle che la sala potesse contenere, ringrazio sentitamente quelli che hanno resistito tutto il tempo (3 ore) in piedi senza dare il minimo cenno di cedimento.

Ogni volta mi stupisco di come quasi tutti riescano a rimanere attenti e concentrati per tempi così lunghi. Per quanto mi sforzi, non riesco a dire tutte le cose essenziali in un tempo più breve di 2 ore, poi, normalmente 30 minuti di domande e risposte sono appena sufficienti.

Ovviamente si può impiegare meno tempo, ma in questo caso è difficile restituire la profondità e la potenzialità del modello di Transizione. Ieri sera è stata la prima volta che ho potuto usare 3 ore piene con una breve pausa tra la prima e la seconda parte della presentazione. E credo che il risultato sia stato evidente.

Le domande che sono arrivate dal pubblico alla fine sono state estremamente avanzate e hanno colto gli aspetti più profondi e rivoluzionari del processo.

Certo si trattava di un pubblico evoluto, abituato al bellissimo lavoro che l’Associazione Panta Rei che mi ospitava porta avanti già da molti anni e questo deve avere avuto il suo peso. Ma mi illudo anche di essere riuscito, forse per la prima volta, a fare una sintesi sufficientemente efficace di questa tematica davvero densissima.

Vorrei invitare tutti quelli che hanno partecipato alla serata a lasciarmi i loro commenti, vorrei capire se le mie sono solo impressioni e come hanno vissuto l’incontro.

La serata si è poi allegramente conclusa in pizzeria, dove le domande hanno continuato a fioccare ininterrotte fino alle 11 di sera.

Bella e intensa questa trasferta abruzzese.
Grazie a tutti e “Forza Aquilotte”, ora tocca a voi.

Martedì si replica a Mantova.
Vediamo come andrà li. 

cristiano-e-gabriella
Io e Gabriella

6 Risposte to “Forza aquilotte…”

  1. Maria Rita Acone Says:

    La serata è stata certamente intensa e coinvolgente e ha lasciato una traccia importante nel mio modo di osservare gli avvenimenti. Ho anche continuato a riflettere tra me e me e il giorno successivo con mia figlia su come sia meglio procedere nella nostra città, in una situazione che è obiettivamente diversa da quella di un piccolo centro come Monteveglio o da quella delle città inglesi che, come tu hai ben detto, hanno conoscenze e tradizioni diverse dalla nostra. Credo e esporrò al gruppo il mio pensiero che il modo migliore sia non solo quello di parlare con chi ci è più vicino, ma anche di programmare una comunicazione a più ampio raggio volta a diffondere la consapevolezza degli enormi problemi che abbiamo di fronte, ma allo stesso tempo cercando di far passare l’idea che anche con piccoli cambiamenti si possa contribuire a migliorare la situazione. Il rischio potrebbe infatti essere quello di allontanare le persone se si propongono cambiamenti troppo radicali e se si dà l’impressione che ormai sia troppo tardi per qualunque soluzione. Quindi, con l’appoggio dell’Associazione,dovremmo continuare a proporre incontri pubblici e nello stesso tempo cercare di organizzare qualche attività pratica ( un gruppo di acquisto solidale, un incontro con gli artigiani della città per diffonderne la cultura ecc…),di coinvolgere altri attori ecc. Tutto è ancora da verificare e definire.
    Cercheremo di trovare il cammino più adatto confidando naturalmente anche nel vostro aiuto
    un caro saluto Maria Rita Acone

  2. Mirella Liberatore Says:

    Grazie Cristiano per tutte le notizie che ci hai dato ieri sera.
    Le tre ore sono volate e hanno lasciato un mare di pensieri in testa sul dramma che il mondo vive e non se ne accorge.
    E’ sconvolgente la miopia di tutti su una situazione così grave; parlando con le persone che mi sono vicine, mi accorgo che è molto forte la difesa mentale al non voler vedere cose che non piacciono.
    Eppure, più che un pianeta terra distrutto, all’orizzonte vedo grandi opportunità di cambiamento, per migliorare la nostra condizione di vita, per recuperare la nostra parte migliore.
    Qualcuno mi ha risposto che sono solo utopie. E’ ancora forse quella porzione mentale che blocca e non fa pensare al peggio ma non fa sperare neanche in meglio?
    Credo sia preferibile vivere con una visuale più ampia, …aiuta all’adattamento, favorisce la resilienza!
    L’Aquila è una città strana: non ama i cambiamenti (il suo motto è infatti ‘Immota manet’ ) eppure poi sa tirare fuori belle realtà.
    Sarà difficile partire ma confido che intrerventi come quello tuo di ieri sera possano fare la diferenza; spero possano risvegliare i dormienti, smuovere i pigri, convincere i diffidenti.
    Mi chiedo: quanto tempo abbiamo per tutto questo?
    O forse è meglio non chiederselo!
    Un saluto, un arrivederci a presto e grazie ancora,
    Mirella

  3. gabriella Says:

    Su terranauta.it c’è un’intervista di Daniel Tarozzi ciao Gabriella

  4. Cristiano Says:

    Stai già diventando una celebrità😉

  5. Vittoria Says:

    Caro Cristiano,
    ho letto già le impressioni di Maria Rita che condivido in pieno. Considerando la realtà della città dell’Aquila, dove impera il motto “immota manet” la cosa importante da fare è di proporre subito l’avvio di un’attività come elemento tangibile della concretezza delle riflessioni che vogliamo fare insieme.
    La collettività vive un grande senso d’impotenza di fronte alla insipienza ed alla mediocrità con cui si gestiscono le cose del mondo.
    Se noi vogliamo essere veramente utili dobbiamo esaminare subito le esperienze pratiche che voi avete già fatto, valutare la loro ripetitibilità nel nostro contesto e partire.
    Ciao,
    Vittoria

  6. vil Says:

    prendano volo!

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