Il viaggio a Torino

Sono reduce, parola appropriata perché il viaggio è stato avventuroso, dalla mia trasferta torinese.

Davide Bassignana mi ha gentilmente invitato a fare una presentazione sulle Città di Transizione nell’ambito della fiera Restructura, ma quando finalmente sono riuscito ad arrivare (le ferrovie italiane sono allo sbando) nella saletta a noi riservata si erano riunite solo una decina di persone.

Questo mi da lo spunto per parlare di questo assillo dell’audience che ormai ci condiziona tutti in modo sottilmente malvagio. Davide era preoccupato del fatto che ci fossero poche persone, viveva la cosa come una piccola sconfitta.

Siamo tutti programmati sull’equazione “tanto pubblico=successo” e si fa fatica a non pensarla in questo modo.

Credo invece che questo approccio vada abbandonato. Più lavoro sulla dinamica dei piccoli gruppi (ad esempio portando avanti l’attività con il documentario The Oil Crash nella mia comunità), più mi rendo conto di quanto sia valida e produttiva.

Nella saletta di Torino si è creato in pochi minuti un clima molto diretto e amichevole, le persone presenti hanno potuto fare molte domande, interrompere, ragionare e interagire tra loro. Cosa impossibile in una situazione classica con lo schema oratore/grande pubblico.

Se poi andiamo ad analizzare le persone presenti, ci accorgiamo che erano probabilmente quelle che dovevano esserci. Persone attente e in qualche modo motivate rispetto alle cose che stavo raccontando.

Un assessore comunale che chiede come la sua amministrazione potrebbe abbracciare un processo simile a quello della Transizione, un membro di un Gruppo di Acquisto Solidale che vuole fare sensibilizzazione all’interno della sua rete, un condomino che tenta di convertire un enorme condominio alle pratiche sostenibili, Davide stesso che (faccio una profezia) probabilmente diventerà un fondatore di Gruppo Guida.

Non c’è stato un solo secondo in cui ho avuto l’impressione di aver fatto un viaggio inutile e ai partecipanti dico un sincero grazie per aver voluto condividere con me il loro tempo in un orario non facile di un giorno feriale.

A tutti quelli che si stanno impegnando e che si impegneranno nelle attività di divulgazione collegate alla Transizione penso di poter dire di smettere di misurare quello che stanno facendo in termini numerici. Quante persone sono arrivate a un incontro ha davvero un’importanza relativa, meglio concentrarsi su quali e su che rapporto si è riusciti a costruire nei momenti in cui si è stati insieme.

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6 Risposte to “Il viaggio a Torino”

  1. paolomot Says:

    Per fortuna però abbiamo preso un abbaglio sul conto energia: http://voglioilfotovoltaico.blogspot.com/2008/11/un-allarmismo-infondato-ma-non-inutile.html

  2. Davide Bassignana Says:

    Grazie Cristiano per gli spunti di riflessione e per l’impegnativa partecipazione al convegno di Rstructura a Torino.
    Il tentavivo, spero riuscito in questa occasione era quella di mettere in connessioni due mondi spesso distanti, quello delle teorie sulla sostenibilita’ e la decrescita e le tecnologie che si occupano di risparmio energetico. E’ importante trovare delle risposte anche pratiche a quello che e’ il sano e responsabile progetto di lasciare il mondo migliore rispetto a come lo abbiamo trovato.
    Il passaparola sul movimento della transizione e’ partito anche qui in provincia di Torino e credo portera’ frutto.
    In effetti ho ricevuto, nei giorni successivi al convegno, degli echi molto positivi, c’e’ una gran voglia di fare la “Transizione” anche qui.
    In questo momento mi trovo nel primo stadio, quello che tu chiami “contemplativo”, nel quale il tuo articolo su “Idee per il futuro: Bardi Mowgli e Kaa” e il post Kipliniano di Ugo Bardi sono stati un forte stimolo alla riflessione.
    Grazie
    Davide Bassignana

  3. Cristiano Says:

    Grazie a te per l’invito, sento che il “contagio” sta già producendo i primi sintomi.. Arrivare a guardare in faccia i problemi è già un passo importante e difficile. Quello che succede poi dipende da te, ma secondo me saranno cose belle 🙂

  4. Federico Says:

    mi chiamo Federico, abito a Torino e sono interessato alla transizione. Mi sto avvicinado da poco e desidererei avere più informazioni. vi ringrazio

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