Cercare la comunità

Da qualche giorno sto riflettendo su qualcosa che sta accadendo nella piccola comunità italiana della Transizione. Abbiamo un po’ tutti la tentazione di cercarci fra noi, di fare cose insieme.

È logico che sia così, ma allo stesso tempo può diventare un atteggiamento svantaggioso per il processo di Transizione nel suo complesso. L’impegno principale ora, quello a cui devolvere il massimo delle energie (tempo, idee, risorse), è quello di stimolare la propria comunità.

E per comunità intendo le persone che ci stanno intorno in senso fisico, il vicino di casa, le persone del proprio quartiere, gli amici. La prossimità fisica è molto importante è una delle chiavi del problema.

Il fatto è che molti stanno vivendo una condizione psicologica di isolamento. Sono venuti agli incontri, hanno fatto il Training, hanno conosciuto un gruppo di persone con cui hanno trovato vari livelli di sintonia, poi però sono tornati a casa e si sentono soli e isolati.

A volte sono proprio le persone più vicine a sembrarci più lontane, penso a Raffaella nel suo Transition Flat di Bologna, un appartamento di transizione, però solo a metà, perché il suo compagno non condivide pienamente le sue idee.

È da lì che dobbiamo cominciare, sennò non andremo lontano. Quindi vi propongo alcuni suggerimenti.

Guardatevi attorno, chi vorreste con voi in questo viaggio?

Nella vostra vita ci sono certamente persone che vorreste fossero con voi in questa avventura, delle quali probabilmente non potete fare a meno. Cominciate da loro e cercate di fare in modo che capiscano i vostri obiettivi. È importante che anche se non diventano “operatori attivi” vi forniscano almeno supporto morale.

Se non riuscite a farlo da soli (nemo profeta in patria – mia madre ad esempio pensa io sia in preda alla depressione) fatevi aiutare da persone già coinvolte nel processo: organizzate una cena o un dopocena di chiacchiere o partecipate a un evento di Transizione (conferenza, corso, serata operativa…).

Il gioco dei 500 metri

Ora allargate il campo d’azione, quante persone coinvolte nel processo di Transizione ci sono in un raggio di 500 metri da casa vostra? Per ora nessuna (nel mio caso ad esempio c’è una persona coinvolta e 5 o 6 informate)? Ok. Questo è il secondo obiettivo. Proviamo a scoprire se ci sono persone che possono essere coinvolte utilizzando questo criterio topografico.

Vedere assieme un documentario, organizzare una cena o una piccola festa, un mercatino di scambio di cose usate, la festa di compleanno di un bambino con gli amichetti di scuola, sono tutte occasioni e canali buoni per fare uscire allo scoperto le persone più sensibili.

La prossimità fisica con queste persone è fondamentale, perché se si è vicini si può cominciare subito lo scambio di beni relazionali (ti bado il bambino, ti porto la spesa, ti presto un libro, ti annaffio l’orto, ecc.). Cose semplici che però producono risultati molto importanti sul fronte delle relazioni.

Avere 10 persone informate e coinvolte* nella Transizione nel raggio di 500 metri da casa potrebbe essere il primo obiettivo pratico di tutti noi.

Quindi io mi metto a cercarle.

 

* A mio parere una persona è coinvolta quando arriva ad immaginare un proprio ruolo all’interno del processo di Transizione. Quando arriva a dire “…allora sai cosa voglio fare, sabato riunisco i bambini e gli insegno a fare i biscotti…” oppure “…allora vediamo se possiamo andare in auto insieme al lavoro…” o anche “…io ho una taverna grandissima in cui possiamo riunirci…” ecc.

Annunci

Tag: ,

12 Risposte to “Cercare la comunità”

  1. Nicola Says:

    Ottimo ed ispirante post! Io ho organizzato una festa di Halloween per i bimbi (e per agganciare e diffondere…). Vorrei aggiungere che non si tratta neanche tanto di “portare il verbo” ma di dare dimostrazione pratica di cosa voglia dire vivere spostando i paradigmi. La gente continua a stupirsi che io sia ancora vivo e sorridente!! 😉

  2. Cristiano Says:

    Grande Nicola. Certo, nessun verbo da portare, quelle da portare sono le informazioni corrette semmai, poi ognuno fa le sue scelte.

    È chiaro che l’esempio rimane uno degli strumenti più forti a disposizione, “essere il cambiamento che vogliamo vedere nel mondo” o “essere quelli che stavamo aspettando” può apparire anche un po’ banalotto e retorico, però è assolutamente contagioso.

    Questa strategia viene continuamente usata nel marketing e nella pubblicità per stimolare il consumo e funziona perfettamente (sennò come avremmo fatto a ridurre il mondo così male in così poco tempo?).

  3. Nicola Says:

    Viral Marketing Sostenibile? 😀

  4. Cristiano Says:

    Ovvio! 🙂

  5. selvatici Says:

    Mi piace l’approccio pragmatico, sono almeno 10 anni che discutiamo sul come uscire dagli stili di vita personali per arrivare ad un’agire locale o bioregionale.
    userò l’inverno per studiare e progettare.
    Buon cammino Renato

  6. Cristiano Says:

    Ciao Renato, grazie. Ti prego, investi un po’ di tempo e leggiti bene questo blog, ti assicuro che un approccio come questo non era mai apparso sulla faccia della terra fino a ora. Ci vuole un po’ per capirne la profondità, ma vale la pena. A problemi enormemente complessi è inutile cercare soluzioni semplici…

  7. Peppe Says:

    Infatti è difficile ma è molto importante crederci e sperare altrimenti si finisce per essere vecchi. Un’altra cosa che penso quando guardo il contesto in cui vivo oggi, cambiato cosi rapidamente da comunità a lotta dei singoli l’uno contro l’altro è che oggi abbiamo più cultura(dipende dai posti) e più mezzi per arrivare al nostro obiettivo e per comunicare.
    Io sono uno di quelli che si sente solo(perchè le mie parole e la mia apertura non hanno trovato ancora chi recepisce o perchè quel poco che recepisce è bloccato dal sistema in cui vive) che vi apprezza seppur da lontano e con tanta voglia di conoscerci. Saluti
    Peppe da Napoli

  8. Cristiano Says:

    Peppe trova 2 o 3 amici e parti anche tu. Non è facile, ma si può fare…

  9. selvatici Says:

    Noi abbiamo scelto uno stile di vita che definiamo “sottrazione” o “semplicità volontaria” da oltre 10 anni, viviamo in un borgo abbandonato e facciamo gli artigiani manuali-artistici e gli ortigiani(per autosufficenza), da allora facciamo parte del circuito CIR e della Rete Bioregionale ma facciamo fatica a confrontarci con gli abitanti di questa valle sui temi della Decrescita E’ il passaggio tra le scelte individuali e le culture e le pratiche comuni che non riusciamo a impostare, e di esperienza di tipo politico e culturale ne abbiamo..
    Chissà se è un caso solo nostro o si rivelerà collettivo?
    PS: viviamo nel ponente ligure…c’è nessuno?
    Buon cammino Renato
    http://selvatici.wordpress.com

  10. Cristiano Says:

    Non è facile convincere le persone a cambiare, credo sia in questo che moltissimo movimenti hanno fallito (politici e non).

    Una delle intuizioni del movimento di Transizione è quella di usare i processi di facilitazione, che agiscono in modo sottilmente diverso: creano le condizioni che consentono alle persone di scegliere di cambiare (spesso fa così anche il marketing).

    Dai, Renato, camminiamo assieme.
    Mi mandi un riassunto della vostra esperienza che la pubblico?
    Poi parliamone…

  11. Anna Pedrini Says:

    Ciao Cristiano,
    reduce dalle libagioni e dai “magnazzi” di fine anno, occasione per gettare qualche esca forse, ho letto queste tue righe sul tema della ricerca della comunità.
    Ho letto anche le tue righe, Renato!
    Ed ora sgorgano antiche voglie di fare “Comunella” sempre sopraffatte dal ritmo della necessità.
    Facciamo? Cioè pensiamo ad una rete di solidarietà attiva anche se, una tantum, a qualche chilometro di distanza in più?
    Anna

  12. Cristiano Says:

    Sì sì dai Anna, facciamo comunellla 🙂

    Considera però che i chilometri hanno un bel peso in queste cose. In ogni caso proviamoci. Come ti ho detto stiamo anche provando a fare partire una Banca del Tempo e ci sono mille iniziative in ballo… vieni a ballare?

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...


%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: