Il picco è ufficiale?

Il Financial Times mette le mani sul rapporto IEA che sarà reso pubblico a novembre (quello che io e Marco stiamo aspettando da mesi perché potrebbe finalmente fare il vero punto della situazione petrolifera) e pubblica questo articolo in cui praticamente ci dice che il picco è passato (traduzione qui sotto).

Non mi pare che in Italia la notizia venga notata dai media (se non dai soliti blog specializzati qui e qui ad esempio), solo il Sole 24 Ore si accorge che il petrolio ha ricominciato a salire.

La IEA emette una dichiarazione cautelativa, affermando che il documento è il loro, ma è una bozza vecchia di alcuni mesi (che vorrà dire?).

Attendiamo quindi con rinnovata trepidazione il 12 novembre prossimo, quando a Londra verranno resi pubblici da IEA i dati raccolti, ma nel frattempo diamoci sotto con la Transizione, è meglio.

 

Il mondo faticherà a soddisfare la domanda di petrolio

La produzione dei giacimenti mondiali sta declinando più velocemente dei quanto si pensasse, è questo ciò che indica il primo studio pubblico autorevole dei maggiori giacimenti.

Senza investimenti aggiuntivi ad aumentare la capacità produttiva, il declino naturale della produzione si attesta sul 9,1%, è quanto afferma l’Agenzia Internazionale per l’Energia (IEA) nel suo rapporto annuale, il World Energy Outlook, di cui il Financial Times ha ottenuto una bozza.

I risultati della rapporto suggeriscono che il mondo faticherà a produrre abbastanza petrolio da compensare il rapido esaurimento dei giacimenti esistenti, come quelli del Mare del Nord, Russia e Alasca, e soddisfare la domanda a lungo termine. Lo sforzo diventerà ancora più arduo a causa della caduta del prezzo del greggio e il rinvio delle decisioni in merito agli investimenti.

La IEA, il cane da guardia del petrolio, prevede che il fabbisogno di Cina, India e degli altri paesi in via di sviluppo richiederà investimenti di 360 miliardi di dollari ogni anno fino al 2030.

L’agenzia sostiene che anche con gli investimenti, la riduzione annuale nella produzione sarebbe del 6,4%.

Il declino non sarà necessariamente percepito per qualche anno a causa della diminuzione della domanda, ma con il previsto rallentamento negli investimenti l’effetto sarà amplificato, dicono gli esperti del settore.

La IEA afferma “Il futuro ritmo di riduzione della produzione dei giacimenti è il singolo fattore più determinante della quantità di nuova capacità [di produzione] che bisognerà costruire a livello globale per soddisfare la domanda”.

Il cane dal guardia aveva avvertito del fatto che il mondo aveva bisogno di “una crescita significativa degli investimenti futuri anche solo per mantenere il livello corrente di produzione”.

La battaglia per rimpiazzare la produzione dei giacimenti in esaurimento potrebbe persino compensare la diminuzione della domanda, che ha dato alle aziende – già in sofferenza per la difficoltà di reperire forniture adeguate, soprattutto dalla Cina – un po’ di respiro negli ultimi mesi.

La IEA predice nella sua bozza di rapporto, in pubblicazione il mese prossimo, che la domanda sarà soffocata, “a causa dell’impatto di prezzi più alti del petrolio e di una crescita economica rallentata”.

Ci si aspetta che il consumo di petrolio nel 2030 raggiunga i 106,4 milio di barili al giorno, una quantità ridotta rispetto a quella indicata nelle previsioni dello scorso anno di 116,3 milioni al giorno.

Le previsioni potranno essere ulteriormente riviste al ribasso perché la bozza del rapporto è stata redatta un mese fa, prima che la crisi finanziaria globale si approfondisse dopo il collasso di Lehman Brothers.

Tutta la crescita nella domanda di petrolio fino al 2030 arriva dai paesi emergenti, mentre il consumo nei paesi sviluppati si riduce.

Come risultato, la percentuale di utilizzo globale imputabile ai paesi ricchi scenderà dal 59% dello scorso anno a meno della metà nel 2030.

Questa è un’indicazione chiara del fatto che il focus dell’industria sul fronte della domanda – non solo su quello della fornitura – si sta muovendo da USA, Europa e Giappone verso le nazioni emergenti.

——

Di Carola Hoyos e Javier Blas in London
Pubblicato: 28 ottobre 28 2008 ore 23:32

Traduzione volante: Cristiano

7 Risposte to “Il picco è ufficiale?”

  1. Marco Says:

    Cristiano, non so come dirtelo, io li aspetto i dati, ma così no.
    Sono peggiori di ogni previsione: sostanziale esaurimento nell’arco dei prossimi 20 anni! Tassi di riduzione dal 6% al 9% annui… vorrebbe dire che le riserve sono assolutamente sovrastimate e che tutti i produttori hanno pompato come pazzi fino ad oggi e che quello che avanza è talmente inefficiente energeticamente che tanto vale lasciarlo li dov’è.

    Se i dati si rivelassero sostanzialmente questi, anche se indorati, il 13 novembre verranno avviati i programmi di nazionalizzazione delle risorse energetiche. Fine dei mercati, fine dei consumi. Dopo la priorità diventa lavorare la terra e risanare la fertilità dei suoli. Hai per caso finito di leggere Permaculture One?

  2. Cristiano Says:

    Che ti devo dire, speravamo di avere 10 anni e non abbiamo nemmeno 10 settimane, diamoci da fare…

  3. Glauco Says:

    CORSO DI PERMACULTURA OBBLIGATORIO…… e per chi non ci vuole andare….. ci penso io….:-))))

  4. Cristiano Says:

    Sì, sto organizzando…😉

  5. Meno 349.997 Says:

    Non avete neanche notato che nel gruppo Transition Flat siamo già in 3.
    Scusate devo farmi venire il magone oppure cosa? Io dieci in settimane non convinco neanche il mio gatto ( che peraltro non ha nessuna intenzione di rinunciare alla sua fornitura quotidiana di croccantini cinesi ). Quando abbiamo firmato il contratto non mi avevate detto “qualche anno”?? EHH??
    Adesso chi glielo dice a Victoria la “Spice” Beckham che non avrà il suo aereo privato scorreggiacarburante da Milano a Londra tutte le mattine?
    Non posso neanche buttarmi giù dalla finestra perchè il mio fidanzato ha messo la grata. ( o la griglia? )
    Fatemi sapere come intendete risolvere la questione.
    Arfa

  6. 2008-10-31 - Il petrolio dalle diatomee « PaleonewsITA Says:

    […] all’uscita del rapporto ufficiale e a breve si saprà come stanno effettivamente le cose. Su Ioelatransizione è possibile leggere una traduzione dell’articolo in […]

  7. IEA: World Energy Outlook 2008 « Io e la Transizione Says:

    […] la vede sulla situazione energetica mondiale e nella sostanza pare confermare i dati emersi dalle anticipazioni di cui si è parlato nei giorni […]

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