Uno sguardo dal Picco

Seppur con grande prudenza, vi consiglio di guardarvi intorno e osservare il panorama, forse ora siamo sulla cima del Picco (arietta di montagna quindi: respirate profondamente).

Da quassù potete vedere il mondo da una prospettiva irripetibile, è pur sempre un momento storico, cerchiamo di godercelo, riempiamo i polmoni e prepariamoci a un’entusiasmante (speriamo) discesa verso il futuro.

In questo campo le certezze assolute sono ovviamente impossibili, però Ugo Bardi ci fa notare, in questa sua breve analisi, che ci sono tanti segnali che sembrano confermare l’ipotesi (per altro ce ne aveva già parlato ad Alcatraz con nitidissima preveggenza).

Non che sapere data e ora del Picco faccia una grande differenza, però mi immagino che tra 20 anni, in un mondo profondamente diverso e spero profondamente migliore, potrò rileggere questo post pensando: “guarda cosa scrivevo nel periodo del picco”.

Mi tornerà in mente il mio attuale stato di schizofrenia, diviso tra meeting in palazzi futuristici e sale riunioni opulente (popolate però da manager, funzionari e amministratori delegati lievemente straniti da ciò che accade) e il lavoro di Transizione.

Tra il viaggiare con l’autista su vetture da 150mila euro e il car pooling con Umberto da Monteveglio a Bologna per abbattere le emissioni e aumentare la nostra resilienza.

Tra i pranzi sulle alpi in lussuosi ristoranti “specialità pesce di mare” (giuro!) e le mie carotine che crescono felici nel vaso in giardino (non ho un parametro preciso per stabilire che siano felici, però mi piace pensare che lo siano).

Insomma, guardatevi attorno, fate una foto ricordo, potrebbe essere un momento da ricordare.

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2 Risposte to “Uno sguardo dal Picco”

  1. Raffaella Says:

    Dal picco della sella della mia bicicletta oggi Piazza Maggiore era particolarmente bella e profumata…Suonavano dei ragazzi musica “dixieland” e una signora anziana mi ha chiesto se doveva spostare l’orologio indietro di un’ora…( tra breve di 50anni, avrei voluto dirle) e mi sono ritrovata a sognare di una città dove la gente torna a camminare, a chiacchierare, ad ascoltare musica insieme, a discutere del più e del meno,della politica… A sognare dei negozi trasformati in botteghe, dei garages convertiti in box per il cavallo, di fabbri e di falegnami sulla strada, di musicisti ed artisti che si riscaldano con il sole della Piazza…
    Certo vedere ora Veltroni davanti a tanta gente e pregaredentro di me che dica qualcosa di illuminante è un’altra cosa, ma anche questo fa parte di questo momento.
    Godiamocelo, ognuno di noi sta cercando di fare del suo meglio, mi piace pensare…

  2. Marco Says:

    Lo sguardo dal picco è… emozionante!!
    Che vista da quassù!! Certo la discesa sarà un po’ ripida ma la valle dovrebbe essere fertile e, tutto sommato, siamo dei buoni compagni di viaggio e ci adatteremo bene!!

    Ciao
    M.

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