In diretta dal G8

Insomma, quasi… Ecco a voi, grazie a Oliver dell’ormai leggendario TTT (Transition Translation Team) la traduzione dell’intervento che Nobuo Tanaka (direttore dell’Agenzia Internazionale per l’Energia) ha tenuto i 9 luglio scorso ai capi di governo riuniti per il G8.

Per quanto usi toni più moderati rispetto al suo collega Fatih Briol (sicuramente la circostanza richiedeva maggior attenzione) il quadro rimane piuttosto chiaro, credo sia utile che lo si possa leggere anche in italiano.

Nel 1973 la preoccupazione riguardo ai rifornimenti energetici ha portato alla creazione dell’Agenzia Internazionale per l’Energia, dopo che la prima crisi petrolifera aveva letteralmente forzato i nostri membri ad agire per assicurarsi di non risultare mai più in futuro così vulnerabili in caso di importanti interruzioni nelle forniture di petrolio. Oggi, 35 anni dopo, il primo ministro britannico Gordon Brown ha avvertito che il mondo sta nuovamente affrontando una “terza crisi petrolifera”, che definisce un’era.

Le analisi della AIE concordano con questa prospettiva. E mostrano che l’incidenza del petrolio, ovvero la spesa in greggio calcolata come percentuale del PIL, si trova a livelli prossimi ai picchi di allora. Tuttavia l’impennata dei prezzi di oggi è fondamentalmente diversa dal passato. Noi ci troviamo nella prima crisi petrolifera mondiale trainata dalla domanda. E nel periodo breve le opportunità di passare ad altri tipi di carburanti risultano al momento tanto limitate quanto è alta l’importanza del petrolio nel settore dei trasporti, laddove attualmente le alternative sono lontane dall’essere convenienti. Nonostante ciò gli effetti sono pressoché uguali. I consumatori si stanno limitando nei viaggi. Gli autotrasportatori stanno cominciando a scioperare. Ci sono compagnie aeree che chiudono. E gli stessi produttori hanno chiarito che non considerano nei loro interessi tali livelli dei prezzi e di volatilità dei mercati.

Sfortunatamente non c’è una soluzione immediata che possa ridurre drasticamente il prezzo del greggio, ma ci sono alcune cose che possono essere fatte. Lasciate che ve ne sottolinei in breve i passi cruciali.

Primo, nonostante molti fattori abbiano influenzato l’incremento dei prezzi, incluso il dollaro debole e l’impatto della speculazione, il problema fondamentale sta alla base. Il recente rapporto dell’AIE sul mercato a medio termine del greggio ha concluso che vi sarà in realtà un aumento delle scorte per i prossimi due anni. Ma per prevenire che ritorni a livelli bassi negli anni successivi, occorre che produttori e consumatori agiscano insieme per mettere più petrolio sul mercato nel breve periodo, e incoraggino l’incremento delle capacità di produzione a monte e consumo a valle.

Il recente incontro sull’energia organizzato a Jeddah da Re Abdullah rappresenta un positivo primo passo in avanti e gli annunci di Arabia Saudita e molti altri produttori determinanti di incrementare gli investimenti porteranno sicuramente a migliorare le prospettive.

Secondo, occorre che le nazioni consumatrici siano più coraggiose nell’incentivare l’efficienza energetica, mantenendo i livelli delle accise sui carburanti ed eliminando progressivamente i sussidi sui prezzi in modo da dare i segnali giusti al mercato;

Terzo, c’è la necessità di costruire fiducia e chiarezza attraverso il miglioramento della trasparenza in quanto a riserve, produzione e consumi.

Infine, per molti paesi emergenti che sono dipendenti in maniera crescente dalle importazioni di petrolio e stanno giocando un ruolo molto più significativo sul mercato internazionale dell’energia di quanto non facessero nel 1973 o nel 1979, si tratta in effetti della prima crisi petrolifera. Per questa ragione è necessario rilanciare l’AIE espandendo le sue attività alla partecipazione dei paesi mondiali a più rapida crescita – in cima a tutte Cina e India.

Dopo tutto, le sfide che stiamo affrontando sia in termini di sicurezza dell’energia che di cambi climatici sono sfide globali e richiedono risposte globali. Noi abbiamo appreso le migliori politiche e pratiche mondiali da membri dell’AIE a molti altri, e siamo ansiosi di poter condividere questa esperienza in maniera più allargata.

Razionalmente un punto di partenza è quello di coordinare le misure da intraprendere in tempi di emergenza nelle forniture di petrolio. Questo processo si rifarebbe al dialogo riguardo alla gestione delle crisi portato avanti per lungo tempo dalla AIE con molti paesi qui presenti oggi.

Un’ulteriore area focale in cui implementare la cooperazione è quella dell’efficienza energetica. In quest’ottica, la creazione del Partenariato Internazionale per una Cooperazione nel settore dell’Energia (IPEEC) è un’iniziativa promettente. Una terza area è lo sviluppo di un’ampia cooperazione internazionale sul tema delle nuove tecnologie, come la cattura e il sequestro di carbonio.

Non mi spingerò oltre tali brevi commenti in questa occasione, quindi lasciate che concluda il mio intervento ringraziando il governo giapponese per aver invitato l’AIE a partecipare a questi importanti colloqui.

Testo originale
Trad. Oliver

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