Perché il petrolio costa tanto?

Sul sito di ASPO Italia un analisi chiara e comprensibile dell’attuale situazione del mercato petrolifero. Gli scenari sono due: picco dei prezzi dovuto al sommarsi di vari fattori di mercato o picco della risorsa in quanto tale.

La trovate qui.

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2 Risposte to “Perché il petrolio costa tanto?”

  1. Marco Says:

    Secondo me non ci sono due scenari, c’è n’è uno solo: il picco dei prezzi (provocato dalla scarsità dell’offerta) causata dal picco del petrolio. C’è l’offerta di petrolio (produzione) ferma tra gli 85 e gli 87 milioni di barili al giorno e la domanda (consumo) che necessariamente è ferma alla stessa quota. Il prezzo si alza quanto più è ampia la forbice tra offerta e domanda. Indipendentemente dal “picco” di produzione (che è un fenomeno fisico non di mercato) gli effetti del postpicco si cominciano ad intravedere: prezzo in aumento, possibilità di acquisto solo per chi se lo può permettere.

    Esempio: negli ultimi 5 anni io ho percorso circa 25.000 km all’anno. A 10 km con un litro significa 2.500 litri l’anno per un trotale di spesa crescente dai circa 2.500 € del 2002 a quelli odierni, che sarebbero 3.750 € se non avessi ridotto i consumi. Quest’anno, 2008, dovrei percorrere circa 22.500 km (razionalizzando gli spostamenti di un 10%) e riducendo i consumi di circa il 30% (a una media di 15 km con un litro) consumando in totale 1.500 litri e spendendo 2.250 €…
    Semplicemente impiegando diversamente il mio tempo (senza sprecarlo in giri inutili) e rallentando la velocita di crociera nonché le accellerazioni e frenate riesco a non perdere denaro (anzi risparmio 250 €), tempo (sostanzialmente vado in patta) e consumo ben il 40% in meno.

    Questo metodo (un po’ elaborato) mi ha consentito di risparmiare complessivamente 1.500 € (più di uno stipendio) 1.000 litri di carburante considerando che comunque mi ci vogliono ancora quasi 2 stipendi l’anno solo per muovermi.

    La morale qual’è? E’ che ci sono persone che riducono i consumi per il prezzo più elevato, ma il prezzo continua a salire il che significa che c’è comunque chi se lo può permettere (tanti a giudicare il nomero di auto ancora in circolazione) e chi non ne può fare a meno (12/13.000 km li faccio comunque per lavoro).

    La domanda mondiale è in forte crescita e non può calare. A questi prezzi non vi è “invenduto” perché ci sono tutti i paesi che non hanno il nostro tenore di vita che necessitano di petrolio per “potenziare” le loro economie come i paesi industrializzati hanno fatto fino ad oggi.

    Il tutto è più semplice da capire se si prende come riferimento che il petrolio contiene circa 225 volte l’energia (lavoro) che può generare un uomo (l’ho sentito in un documentario). E’ evidente che ci sarà sempre domanda sufficiente per acquistarlo. Un contadino mica può pensare di chiamare 225 persone per sostituire il proprio trattore… finché il grano rende a sufficienza compra petrolio qualsiasi sia il suo prezzo. Quando non se lo può più permettere non coltiva più, lascia il grano nel campo, o addirittura non semina neanche. A quel punto con meno produzione di grano… aumenta il prezzo. Ed il contadino può riprendere a coltivare pagando di più il petrolio… questa è l’economia di mercato. Un sistema basato su alternative date dai prezzi.

    Sono stato un po’ lungo…
    Ciao
    M.

  2. Cristiano Says:

    Utilissimo, soprattutto la tua strategia di risparmio è un ottimo esempio di ciò che si può fare anche istantaneamente e senza particolare preparazione per reagire all’aumento del costo del carburante.

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