Dei se e dei ma

Davvero dobbiamo pensare ad un mondo senza petrolio? Che certezze ci sono che queste informazioni che circolano non siano tutte speculazioni, mosse politiche e di mercato?

E se il Riscaldamento Globale fosse una grandissima bufala? Perché dovrei pensare a un cambiamento del mio stile di vita, delle mie abitudini, se poi una vera ragione non c’è?

Perché dovrei agire se non riesco a essere razionalmente sicuro che una ragione per cambiare ci sia davvero?

Avvicinarsi alla Transizione vuol dire anche questo: farsi un sacco di domande. Uno dei problemi di questa epoca è che disponiamo di una quantità immensa di informazioni e di pochi strumenti per capire di quali informazioni possiamo fidarci.

Uno che come me si occupa di marketing e pubblicità ha una percezione piuttosto chiara di quanto aleatorio sia diventato il concetto di “verità”.

Ammetto di non avere certezze assolute e inconfutabili né sul Picco del Petrolio né sul Riscaldamento Globale, anche se temo che siano fenomeni piuttosto reali e presenti.

Qui in Italia le notizie sul Picco sono praticamente assenti dai media principali (non è così all’estero), ma cominciano a fare timidamente capolino e, azzardo una previsione, ci piomberanno sulla testa come macigni a settembre (per certe cose si lasciano passare le ferie). Del Riscaldamento Globale invece si parla parecchio, magari a sproposito, ma se ne parla.

In ogni caso, non è così che si deve affrontare il problema perché basta il buon senso per rendersi conto che nel nostro mondo ci sono troppe cose che non vanno e che è impensabile che la strada che stiamo percorrendo possa essere continuata all’infinito.

Un modello di sviluppo basato su una crescita infinita realizzato su un pianeta dalle risorse non infinite prima o poi crolla. Lo capisce anche un bambino.

Allora possiamo farlo funzionare decidendo che non tutti gli abitanti del pianeta sono uguali, quelli fortunati vanno in macchina e dormono con l’aria condizionata, quelli sfortunati muoiono di fame. È una formula che ha sempre avuto successo no? In effetti è un peccato che cinesi e indiani non siano più d’accordo con questa nostra visione del mondo.

Oppure possiamo decidere che, siccome l’economia deve crescere, non importa se abbiamo molti più tumori che in passato o se i bambini sono diventati tutti allergici perché queste son tutte cose che, alla fine, fanno crescere l’economia.

Il petrolio è poco? Faremo apposite guerre per garantire a chi ha le armi migliori di poterlo sfruttare fino all’ultima goccia.

La verità, la mia verità, è che sappiamo tutti come gira questo mondo e la molla che mi spinge verso il modello della Transizione non è la certezza del Picco o del Riscaldamento Globale è l’attrazione verso lo scenario che la Transizione prospetta.

La riorganizzazione economica e sociale necessaria ad affrontare il Picco a me piacerebbe anche se il Picco non ci fosse. Il Picco diventa un acceleratore del processo, uno starter.

Ancora una volta nella storia una crisi diventa una grande opportunità.

Quando si arriva a focalizzare questo si è pronti per passare dalla fase della Testa a quella del Cuore (The Heart), quella in cui la paura diventa entusiasmo.

Segue…

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3 Risposte to “Dei se e dei ma”

  1. Marco Says:

    Quando una teoria è convincente di solito si dimostra vera. Soprattutto quando non richiede molto più del buon senso.
    Il petrolio è un composto di natura organica che non viene autoprodotto dalla terra. E’ scientificamente provato. E’ diponibile in quantità limitata. Quindi prima o poi si esaurisce. Che si esaurisca nel 2020 o nel 2030 o addirittura nel 2050 non fa molta differenza per la mia generazione e quelle successive. Semplicemente non ci sarà più perché andato in fumo (effetto serra) o “termovalorizzato” (uguale).

    Senza petrolio enertgeticamente si torna al ‘700, ma quante persone si non si adatteranno? Ridurre i consumi energetici porterà insoddisfazione? Come sfocerà l’insoddisfazione? Mi pare che i governi intendano trovare il modo per andare avanti come se non sapessero… Infatti mettere in discussione il sistema è troppo complicato per una persona sola. L’unica soluzione può venire dai cittadini che autonomamente trovano il modo per cambiare il proprio stile di vita.

    Mi piacerebbe che qualcuno l’avesse già capito e fatto funzionare… è troppo tempo che studio come un matto e poi scopro che c’è quacuno che ha già fatto cose che funzionano bene… spesso è più facile copiare che inventarsi l’acqua calda.

  2. Cristiano Says:

    I fondatori di Transition hanno messo in piedi un grande esperimento, ma nessuno ha ovviamente mai affrontato una situazione come questa. Parlando al telefono con Naresh Giangrande un paio di giorni fa lui mi diceva: “…non sappiamo se funzionerà e nemmeno sappiamo bene come dovrebbe funzionare, per ora sappiamo come farla incominciare (la Transizione) e che è incredibilmente contagiosa”. I presupposti sono tutti favorevoli vista la situazione, io dico, facciamola cominciare anche qui, ce la inventeremo strada facendo.

  3. Picco del Petrolio e Riscaldamento Globale « Io e la Transizione Says:

    […] Segue… […]

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