Devo darvi due notizie

Prima quella cattiva

Il genere umano fronteggia una delle crisi più profonde e pericolose che la storia ricordi. Peggio della peste che falcidiò l’Europa, peggio delle guerre mondiali, dell’incubo atomico e del terrorismo internazionale.

Incombe su di noi la minaccia combinata del riscaldamento del pianeta (Global Warming) e della fine del petrolio a basso prezzo (Peak Oil). Le conseguenze potenziali vanno dalla recessione globale all’estinzione della nostra specie.

Non sto scherzando, non è una visione catastrofista, è un rischio ormai così reale e documentato che entro breve anche i governi e i giganti del mercato dovranno smettere di fare finta che tutto possa andare avanti come se nulla fosse (alcuni stanno già smettendo).

Non pretendo che digeriate tutto questo in un attimo, io ho impiegato mesi (probabilmente anni) ad elaborare un pensiero cosciente in merito, ci vuole tempo.

In primo luogo bisogna superare l’irrefrenabile tentazione di respingere totalmente il concetto. Se in TV ci sono le partite di calcio, i telefonini squillano, le auto circolano, gli stipendi corrono, gli scaffali sono pieni di prodotti, vuol dire che tutto va bene, non c’è da preoccuparsi, vero?

Eppure se scavate dentro di voi scoprirete che una traccia di inquietudine è già presente. Questo prezzo del petrolio che continua a salire, questo affanno dell’economia che non passa, questa estate così calda (come tutte le ultime estati), il costo degli alimenti che cresce. Siate sinceri con voi stessi, di dubbi ne avete più di uno.

Comunque non c’è fretta, un passo alla volta.

Vi anticipo intanto, per esserci passato di persona, che nel momento in cui si focalizza pienamente il problema, quando tutte le informazioni si incasellano dando origine alla precisa consapevolezza di quanto accade, si passa dalla negazione al panico. Perché il problema è così grosso che si fatica a reggerne il peso.

Ora quella buona

Se si riesce a liberarsi dal senso di paura e oppressione che questa situazione crea, ci si può rendere conto che una crisi così profonda del nostro modo di vivere e di governare il mondo potrebbe essere l’occasione per migliorare tantissime cose.

La verità è che se troveremo la forza di affrontare l’emergenza con saggezza e creatività ci ritroveremo in un mondo molto migliore di quello che abbiamo ora. Meno inquinato, meno pericoloso, con ricchezze meglio distribuite, con meno guerre e conflitti e, soprattutto, con molte più presone in grado di ottenere benessere e felicità.

Anche a questa conclusione non si può arrivare di colpo.

Per chi non si è dato il tempo di pensarci con calma non è semplice capire di cosa sto parlando. Si può avere la tentazione di negare questo concetto così come si nega la realtà e la pericolosità della crisi in corso. Così come la crisi è troppo spaventosa per essere reale, questa seconda prospettiva è troppo bella per essere realistica.

Eppure a livello mondiale non si discute più del “se” la crisi esiste realmente, ma del “quando” le sue conseguenze saranno così violente da rendere la situazione irrecuperabile.

Quindi, prima ci si rende conto dell’opportunità rappresentata dalla crisi stessa (senza ovviamente sottovalutarne la minaccia) prima si comincia a fare veramente qualcosa. E prima si comincia a fare qualcosa più alto diventa il “rischio” di ritrovarsi alla fine del processo con un mondo sorprendentemente più bello di quello in cui viviamo oggi.

E allora io faccio

Comincio da questo blog, ma farò quello che posso per far seguire al più presto molte altre iniziative, per diffondere la cultura della Transizione anche in Italia, ispirandomi a un movimento (Transition) nato recentemente in Inghilterra e che si sta rapidamente espandendo.

Fino ad oggi non ho trovato risposte più convincenti delle loro alla complessità della situazione e ho quindi deciso di tentare anche io la strada della Transizione. Da principio è stata una scelta dettata dalla rassegnazione e dalla consapevolezza che in qualche modo bisogna reagire, però man mano che mi addentro nella logica di questo nuovo modello culturale mi accorgo che il disagio tende a trasformarsi in entusiasmo.

Vediamo se riesco a contagiare anche voi.

PS: Per chi mi ha già seguito altrove

Dimenticatevi le dita sul volante, per quello non c’è più tempo. Servono metodi completamente diversi. La cosa bella è che questa strada forzata che le circostanze ci costringeranno a percorrere potrebbe rivelarsi il più efficace rimedio a molti dei mali di cui abbiamo già discusso, non è incredibile?

Segue …

Annunci

Tag: , ,

6 Risposte to “Devo darvi due notizie”

  1. Tina Says:

    Spero che ci sia qualcosa di veramente efficace da fare per dare una sterzata al comportamento umano!
    Ma pensi davvero che la “Piramide” lo permetta?

    Grazie per il file e a presto
    Tina

  2. Cristiano Says:

    No ho capito a quale piramide ti riferisci.

  3. Tina Says:

    Ciao Cristiano,
    per piramide alludo a quella congrega che si fa risalire al 1776, con la nascita in Baviera della setta degli Illuminati fondata in Baviera da un certo Weishaupt. Dopo la seconda guerra mondiale si è espansa dando vita a una gigantesca piovra che ha influito sula politica e soprattutto sull’economia del mondo e nel corso degli anni ha allungato sempre di più i suoi tentacoli sul mondo.
    Praticamente sono quelli che hanno deciso la linea da seguire (quella schifezza che ancora oggi stiamo seguendo).
    Quella linea dalla quale dobbiamo assolutamente distaccarci…
    Probabilmente è presto per affrontare questo argomento, l’importante è cominciare a fare qualcosa per fare dietro-front, a questo proposito vorrei comunicarti il mio entusiasmo per il lavoro di Transition.
    Da anni avevo in testa che occupandoci di ambiente avremmo risparmiato soldi e guadagnato in posti di lavoro e mi sono sentita spesso rispondere che non ci sono soldi sufficienti, continuando a non capacitarsi che da un’operazione del genere c’è solo da guadagnare…
    A presto,
    Tina

  4. Cos’è la Transizione « ArcanoPennazzi DecrescitaFelice Transition GAS EquoSolidal Bio Energia Allegria! Says:

    […] Devo darvi due notizie […]

  5. Il Movimento della Transizione « Tracce Says:

    […] Devo darvi due notizie […]

  6. Ma il problema petrolio è sempre lì « Io e la Transizione Says:

    […] sto a tradurvi altro, tanto il messaggio è sempre quello che scrivevo nel primo post di questo blog circa un’anno fa, la IEA lo ripete ossessivamente in tutte le occasioni da […]

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...


%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: