L’interazione tra questi due scenari è piuttosto significativa anche se per anni gli ecologisti si sono divisi in sostenitori del Picco e sostenitori del Riscaldamento Globale.
Lo sapete come siamo fatti noi umani no? Anche nel catastrofismo si formano le tifoserie.
Quelli che portano avanti campagne sul Riscaldamento Globale tendono a non parlare mai del Picco del Petrolio. Questo perché un mondo che scopre di non avere più petrolio potrebbe essere tentato di sostituirlo con altre fonti fossili molto più devastanti del petrolio stesso sul fronte dell’emissione di gas serra (es: carbone, sabbie bituminose, biocarburanti) invece di dirigersi verso la riduzione dei consumi e l’uso delle energie rinnovabili.
Al contrario, gli attivisti del Picco del Petrolio credono che evidenziare eccessivamente il Riscaldamento Globale possa portare i governi a fare scelte totalmente incentrate sulla riduzione delle emissioni dei gas serra senza preoccuparsi di preparare un vera economia post-petrolifera.
Aprendo meglio gli occhi, non è poi difficile capire come i due fenomeni si sommino tra loro e ci spingano ora in un’unica direzione possibile: la trasformazione del nostro modello economico e sociale.
Non possiamo infatti ricorrere alle soluzioni che si sono immaginate fino ad oggi per mitigare l’effetto del Picco del Petrolio. Carbone e altre riserve fossili vanno esclusi se davvero crediamo che la CO2 stia bollendo il pianeta. Per non parlare poi di tutte le altre sostanze inquinanti che si liberano con l’uso massiccio di queste risorse.
Il Picco diventa perciò ancora più grave proprio a causa del Riscaldamento Globale e il tempo concessoci per trovare soluzioni reali, strutturali, sostenibili alla crisi si accorcia ulteriormente.
Viene quasi da sperare che siano vere le recenti correnti d’opinione che criticano la tesi del Riscaldamento Globale e rifiutano la teoria che vede la CO2 come responsabile dei cambiamenti climatici.
Questo ci darebbe un po’ più di tempo. Però quando ci penso mi viene in mente mia nonna, che aveva fatto due guerre, e che mi diceva sempre “Nel dubbio, preparati al peggio, vedrai che così andrai sempre bene…”.
Insomma, ora avete un bel quadro su cui ragionare e tanti argomenti da razionalizzare con comodo (non troppo però, abbiamo detto che c’è fretta). Di solito a questo punto si entra nell’arena dei “ma” e dei “se” con l’intento di demolire questo scenario così poco allettante.
Fate pure, siamo nella fase della Testa, pensateci e cercate una via d’uscita. Poi domani ne riparliamo.
Luglio 12, 2008 alle 8:16 am |
E’ strano notare come negli ultimi anni le opinioni sono sempre alternative, se uno pensa bianco l’altro pensa nero, ecc… mi piacerebbe chiamare quest’epoca… “delle alternative”. Tren’anni fa mi pareva che le persone si unissero di più su un pensiero condiviso… non so bene prima… ma la chiamerei “epoca delle ideologie”.
Mi auguro che ci si stia lentamente avviando all’”epoca dei sistemi” nella quale l’uomo sia in grado di non ragionare a compartimenti stagni.
Le due tesi “picco” e “globalwarming” per gli “alternativi” implicano soluzioni diverse. Se c’è il “picco” non dobbiamo preoccuparci del riscaldamento globale in quanto con la riduzione delle emissioni data dalla mancanza di petrolio prima o poi la cosa si sistema da sola… In alternativa… per ridurre il globalwarming bisogna consumare meno petrolio, consumandone meno si previene l’effetto del picco… poiché la domanda potrebbe scendere al di sotto dell’offerta e ridurre la tensione sulla risorsa…
Il ‘campanilismo’ e il piacere perverso che i teorici provano nel vedere realizzata la propria teoria fa si che non si veda di buon occhio l’opinione alternativa. E’ il dramma degli orticelli? Trovo agghiacciante che Latuche, Lester Brown, Pallante, Mercalli, Grillo, la sinistra, l’ASPO e chi più ne più ne metta continuino a sottolineare le proprie differenze di pensiero come se una cosa detta fosse meno importante di un’altra.
Ecco io spero nella transizione ad una logica di sistema in cui le varie opinioni e teorie si fondano non per avere un modello predittivo o comportamentale “perfetto” ma per creasre un sistema guida.
Non ho ancora letto quasi nulla della transizione… sono curioso dei dettagli. Attenderò con impazienza i prossimi post.
Ciao
M.
Settembre 3, 2008 alle 5:41 pm |
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Ottobre 13, 2008 alle 1:13 pm |
[...] Picco del Petrolio e Riscaldamento Globale [...]